Giorgianni scrive a Conte

Chiede un incontro al Premier Conte Letizia Giorgianni, presidente dell’associazione Vittime del Salvabanche. Ad un mese dall’entrata in vigore del decreto liquidità, scrive Giorgianni, rileviamo che accedere al fondo di garanzia per le piccole e medie imprese si stia rivelando una vera e propria corsa ad ostacoli per le piccole e medie imprese. In qualità di Associazione a tutela di clienti e risparmiatori delle banche ci arrivano ogni giorno racconti di piccole e medie imprese di tutta Italia, a cui gli istituti bancari stanno negando i prestiti che il suo governo ha assicurato per la ripartenza. Quello che molte banche stanno facendo ormai da diverse settimane è “prendere tempo” e rendere sfiancante e complicato il tanto sbandierato accesso al credito. Ci sono istituti che stanno facendo di tutto per evitare di erogare questi prestiti, richiedendo una serie di certificati e documenti non previsti dalla normativa. Giorgianni in merito promette di consegnare al premier la lista degli istituti meno collaborativi. La mia Associazione è stata la prima a segnalare la scorrettezza di alcuni colossi bancari che, fornendo un’errata informazione, pubblicavano nei loro siti dei banner informativi nei quali facevano intendere ai loro clienti che per ottenere i prestiti con la garanzia del fondo fosse prima necessario chiudere i finanziamenti già esistenti. Ovviamente non era questo che prevede la legge, ma resta il fatto che l’episodio dei banner tradisca l’intenzione delle banche italiane di utilizzare la garanzia del Fondo per le PMI per “coprire” i finanziamenti già erogati a microimprese e professionisti, ritenendo questi soggetti a rischio insolvenza e volendo assicurarsi il recupero di almeno l’80% del capitale, andando a escutere la garanzia prevista dalla legge. E tradisce anche di quanta poca collaborazione stiano mettendo nel far parte integrante della gestione di questo annunciato sostegno alle imprese. Oggi tanti piccoli imprenditori hanno un urgente e disperato bisogno di liquidità, ma questi impedimenti faranno sì che tante piccole imprese, esercizi commerciali e partite iva saranno costrette a chiudere definitivamente le loro saracinesche. Verremmo a portarle la voce di quelle piccole attività commerciali, artigianali e di servizio che sono la spina dorsale del nostro paese. Per una volta, conclude Giorgianni, ascolti dalla voce diretta le istanze dei vari territori.

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