Giordini incontra i parlamentari toscani: Distretto Orafo da tutelare!

Se il Decreto si chiama “Rilancio”, dovrà essere di rilancio per tutti, anche per le aziende del settore orafo” dice Giordana Giordini. La Presidente della Sezione Oreficeria e Gioielleria di Confindustria Toscana Sud e della Consulta Orafa aretina interviene dopo che ieri si è svolto il secondo incontro della Consulta Orafa con i parlamentari toscani, rappresentanti regionali, Presidente della Provincia di Arezzo, Sindaco e Prefetto per affrontare le problematiche del settore orafo, particolarmente colpito dalla crisi dovuta al COVID19. “In questi giorni abbiamo incontrato per ben 2 volte i parlamentari di riferimento del territorio di maggioranza e opposizione, presentando loro 6 proposte di interesse del settore di potenziale immediata adozione all’interno dei diversi decreti in approvazione per affrontare l’emergenza economica, a partire dal Decreto Rilancio. Insieme al Direttore di Federorafi Stefano De Pascale abbiamo illustrato nel dettaglio i punti che consideriamo fondamentali per la tutela di un settore strategico del nostro territorio. Abbiamo innanzitutto chiesto che venga emendato l’art. 25 del Decreto Rilancio, per consentire l’accesso ai contributi a fondo perduto anche alle aziende con fatturato superiore ai 5 milioni. Se consideriamo che il valore della materia prima incide mediamente per circa l’85% del fatturato, senza questa correzione praticamente nessuna azienda del settore orafo avrebbe la possibilità di accedere ai contributi a fondo perduto previsti dal Decreto. Abbiamo poi richiesto la moratoria degli interessi sul prestito d’uso per la materia prima (che ovviamente, a causa del blocco del mercato, non stiamo utilizzando) e delle rate di rimborso dei finanziamenti che avevamo attivato per i programmi di investimento (almeno per la parte capitale). Non dimentichiamoci poi – continua Giordini – che nonostante le nostre attività abbiano subito un blocco praticamente totale, ci viene comunque richiesto di pagare regolarmente tutte le imposte: il Decreto Rilancio non prevede infatti alcuna proroga per il pagamento delle imposte (IRES e IRPEF) relative al saldo 2019 e primo acconto 2020 e sul fronte delle imposte locali non sono previste riduzioni. A questo proposito abbiamo chiesto una proroga dei versamenti relativi al saldo 2019, una riduzione per gli acconti del 2020 e una revisione radicale dei criteri di imposizione delle imposte locali. Gli ultimi due punti del documento consegnato ai parlamentari riguardano l’estensione del regime IVA di “reverse charge” a tutta la filiera di produzione e commercializzazione del gioiello, risolvendo così molti problemi interpretativi e ponendo ostacoli alle frodi fiscali e la previsione della possibilità di rivalutazione delle rimanenze di magazzino. Nel settore orafo ci sono infatti molte aziende virtuose che hanno magazzini di proprietà molto importanti, con una plusvalenza teorica notevole. Ci ha fatto piacere constatare il grande impegno che c’è stato da parte di tutti, a partire dal Presidente della Camera di Commercio Massimo Guasconi, per organizzare questo tavolo che definirei strategico per la sopravvivenza del settore. I parlamentari presenti (Susanna Cenni, Luca Migliorino, Stefano Mugnai, Tiziana Nisini e Pier Carlo Padoan) si sono impegnati a riferire al più presto in Parlamento e a rendere strutturale questo tavolo, che sarà un prezioso canale di dialogo e confronto per il comparto orafo della nostra provincia. Mi preme infine sottolineare che fondamentale è stata la proattività della Regione Toscana con la presenza della Vice Presidente Lucia de Robertis e dell’Assessore Vincenzo Ceccarelli. Grazie a loro e all’Assessore Stefano Ciuoffo proprio ieri sera è stata approvata una mozione in merito alle iniziative di sostegno al settore orafo della provincia di Arezzo per favorire la ripresa dopo l’emergenza Covid-19. L’atto impegna la Giunta a rappresentare a Governo e Parlamento la necessità di una modifica all’art 25 del Decreto “Rilancio”, di una rapida ratifica della “Convenzione sul controllo e la marchiatura degli oggetti in metalli preziosi, meglio conosciuta come ‘Convenzione di Vienna’ e ad attivare un tavolo tecnico per il settore orafo in attuazione delle disposizioni in materia di economia circolare e per la gestione dei rifiuti previste dalla normativa regionale”.

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