Ghinelli a Firenze: “le scuole restano aperte ma valutiamo tutto con attenzione”

Il sindaco di Arezzo ha partecipato all’incontro con il presidente della regione Toscana. Ecco le dichiarazioni. “Si è appena conclusa la riunione tra i Sindaci e il Presidente della Regione a seguito della quale si è aperto un confronto tra la Regione e tutti i Prefetti della Toscana. Per quanto riguarda le determinazioni a cui siamo tenuti a rispondere si evidenzia che non ci sono novità rispetto a quanto già sapevamo e cioè che la nostra Regione al momento non è tra le Regioni focolaio, non è tra le regioni che presentano numerosi casi di contagio e pertanto fa parte di quelle regioni dove, pur nella massima attenzione e prudenza, si ritiene di non addivenire a decisioni drastiche rispetto al normale svolgimento delle attività. Le scuole pertanto rimarranno aperte, non solo nella città di Arezzo ma in tutta la Toscana. L’orientamento del Comune di Arezzo, pur nel necessario rispetto delle indicazioni ricevute, è quello di continuare in una linea di grande attenzione mettendo in campo, come abbiamo fatto fin dall’inizio, e anche prima rispetto alle odierne criticità, una serie di azioni di prevenzione a tutela della salute dei cittadini. Il Governatore Rossi ha ripetuto le poche ma chiare misure intraprese dalla Regione ed i comportamenti da tenere per non intralciare l’attività delle strutture sanitarie, che sono i seguenti. Chi ha lievi patologie alle vie respiratorie, quali raffreddore e tosse: rimanere a casa e contattare il medico di famiglia. Nel caso dell’aggravarsi dei sintomi: chiamare il medico di famiglia e seguire le sue istruzioni senza recarsi al pronto soccorso autonomamente. I numeri di telefono messi a disposizione vanno usati nel seguente modo: 1500 per informazioni generiche riguardanti i rientri da zone rosse ‘secondo il DPCM 23 febbraio del Governo’; numero verde della Ausl Toscana sud est 800 579579 per chi proviene dalle zone a rischio e ha sintomi alle vie respiratorie; numero 118 solo in caso di emergenza. Il tampone faringeo si fa soltanto a giudizio della autorità sanitaria nei casi previsti (comparsa sintomi e quadro epidemiologico riferibile alla patologia COVID-19)”.

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