Ex insegnanti contro le Fondazioni

Sull’istituzione delle Fondazioni dedicate a sociale e servizi educativi da 0 a 6 anni hanno espresso la loro opinione un gruppo di insegnanti, che la definiscono una scelta pericolosa per la qualità della proposta educativa.

Ecco il testo integrale della lettera:

Istituire una Fondazione dei servizi educativi 0/6 del Comune di Arezzo: una scelta pericolosa.

Occuparsi dei bambini è l’avventura più straordinaria del mondo, è stato davvero così per il personale dei nidi e delle scuole del Comune di Arezzo nel corso di 50 anni di storia.

Una esperienza di eccellenza sia dal lato della pratica educativa, così raffinata nei dettagli e preziosa nei valori, sia dal lato gestionale/organizzativo, per i tratti distintivi della flessibilità e dell’innovazione. Un progetto pedagogico-educativo “luminoso” e affascinante.

I primi anni di vita sono i più importanti per la formazione della persona.

Proteggerne e curarne il delicato sviluppo è fondamentale per non disperderne il potenziale umano racchiuso nell’unicità di ogni bambino e bambina.

E’ con questa consapevolezza che le operatrici ed operatori hanno lavorato, sostenuti da una formazione continua e qualificata, fortemente apprezzati dalle famiglie e non sempre compresi e valorizzati dai politici Aretini che si sono succeduti via via.

L’idea dell’assessora Tanti è quella di mettere in rete tutti i soggetti che hanno a che fare con la coesione sociale.

Ad Arezzo abbiamo dal 2007 il Sistema Integrato dei servizi educativi 0/6 (con scuole comunali, private, paritarie) che ha funzionato pur nelle difficoltà e contraddizioni, garantendo una risposta adeguata ai diritti e ai bisogni dei bambini e delle bambine e un sostegno ai loro genitori.

E allora ci domandiamo perché fare la FONDAZIONE? Perché questa privatizzazione “travestita”?

SECONDO NOI NON SARA IN GRADO DI GARANTIRE

• Scelte condivise e consapevoli sulle politiche sociali ed educative per il benessere e la crescita di tutte le bambine e i bambini del nostro territorio

• il sostegno ai genitori nell’esercizio delle loro funzioni educative e di cura

• lo sviluppo della comunità locale, la promozione e diffusione della cultura dell’infanzia

• l’uguaglianza, e imparzialità , la certezza nella erogazione dei servizi, trasparenza e partecipazione

•l’accesso e rette adeguate e poco costose se non addirittura gratuite come hanno fatto già alcuni Comuni in base ai possibili cambiamenti delle leggi

Sarà garantita la QUALITA’ ingrediente fondamentale dei servizi educativi?

Il controllo e la vigilanza chi li svolgerà : Il coordinamento pedagogico dell’Ente o della Fondazione?

Il consiglio comunale sarà espropriato di qualunque attività di programmazione e controllo perché la fondazione è un soggetto privato che ha un suo consiglio di amministrazione.

Nessuno potrà impedire alla fondazione di compiere scelte che, secondo i principi di economicità potrebbero provocare la diminuzione o la cessazione di prestazioni a favore di persone svantaggiate.

Infine, come sappiamo, il patrimonio (costituito da denaro, beni materiali, immobili) potrebbe uscire definitivamente dalla disponibilità dell’ente.

Basti pensare al vasto patrimonio edilizio dei servizi all’infanzia, realizzato dal Comune dagli anni 60 con investimento di risorse comunali, regionali e statali.

A nostro parere sia la scuola che l’assistenza sociale sono funzioni fondamentali e non delegabili a soggetti esterni.

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