Etruria, ripreso il processo sul crac

15 milioni di sofferenze, tante ne generarono secondo la Guardia di Finanza, i prestiti concessi da Banca Etruria a otto società di Abm Network gruppo facente capo al finanziere trentino Alberto Rigotti. L’investigatore della Finanza, alla ripresa del maxi processo sulla bancarotta di Etruria che vede imputati 25 ex dirigenti, ha spiegato le dinamiche di indagine che hanno portato a ricostruire le concessioni di prestiti e a risalire ai destinatari. Tra le sofferenze evidenziate una da un milione e mezzo di euro per un prestito concesso alla società Sicily house per la costruzione di un campo da golf a Mazzara del Vallo. In questo caso le indagini hanno evidenziato anche contatti con imprenditori “in odore” di mafia. Domani nuovo step in aula per i doppi appuntamenti settimanali imposti dal calendario per il 2020. Gli investigatori ricostruiranno per i giudici il rinnovo del credito a Piero Isoldi, affare mediato, stando a quanto emerso durante l’inchiesta, dal senatore Franco Bomferoni amico personale dell’ex presidente Giuseppe Fornasari. 

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