Emergenza Dad, le famiglie si mobilitano

Manifesteranno portando direttamente la didattica a distanza nelle piazze. Il comitato Giù le mani dalle mense e Priorità alla Scuola sono pronti  ad esprimere la loro contrarietà alla DAD. La manifestazione è in programma venerdì 12 marzo dalle 9 alle 12 sotto i portici di Via Roma ad Arezzo.

Di seguito pubblichiamo integralmente la lettera che il gruppo ha scritto alle istituzioni comunali:

Gentile Sindaco,

torniamo a scriverle dopo le richieste di chiarimenti e coordinamento, dopo gli striscioni appesi alle finestre delle case.

Ci ritroveremo venerdì 12 marzo dalle 9.00-12.00 ai PORTICI DI VIA ROMA, all’aperto in sicurezza, con distanziamento sociale, mascherine, insieme ai nostri figli per dimostrare che nessuno può fare a meno della scuola.Scenderemo i strada perchè le NOSTRE CASE NON SONO LA SCUOLA.

Lo dobbiamo ai nostri bambini ragazzi e adolescenti. Lo dobbiamo a noi genitori nonni e parenti, preoccupati per il futuro delle nuove generazioni. Lo dobbiamo a tutti coloro che ancora credono nell’importanza del diritto all’istruzione come cardine della vita democratica.

Tenere le scuole aperte o chiuse è una scelta politica, prima ancora che sanitaria, una scelta che racconta il tipo di paese, città in cui viviamo.

Le chiediamo questo anche perchè oggi siamo a dodici mesi dalla prima chiusura delle scuole nel 2020, e ormai conosciamo bene i danni che questa situazione ha provocato a bambini, bambine, ragazze e ragazzi. E quasi nulla dopo 12 mesi è stato fatto, se non il singolo impegno di qualche scuola e dirigente scolastico.

Un’esperienza di dodici mesi ci ha detto anche che bambini e ragazzi, non solo i più piccoli ( si vedano i dati recenti della Federazione Degli Studenti) non sono in grado di gestire la didattica a distanza né da un punto di vista organizzativo né emotivo, e questo ha un impatto enorme sulle famiglie.

Tutte le famiglie condividono le stesse difficoltà, ma sappiamo che sono quelle più fragili – sul piano sociale, economico, culturale – a pagare di più.

Le conseguenze della chiusura di ogni ordine e grado di scuola, di nuovo, si riverseranno inevitabilmente sulle famiglie,  già vessate psicologicamente ed economicamente, costringendo soprattutto le donne a ulteriori sacrifici. Alcuni saranno costretti a far ricorso ai nonni, proprio quella categoria considerata fragile e a rischio, ma su cui moltissime famiglie si appoggiano non potendo fare diversamente.

Si aggiunga che la Regione Toscana ha fortemente voluto sostenere l’apertura delle scuole, dimostrandolo con i fatti: lo attesta la campagna vaccinale per il personale scolastico che ha già raggiunto una altissima percentuale dei lavoratori e lavoratrici del mondo della scuola.

Nella valutazione della sicurezza all’interno delle scuole e della ‘tenuta’ del sistema scolastico, questo aspetto va considerato con grandissima rilevanza.

Vaccinare una categoria e poi lasciarla a casa, mentre altre – non contemplate tra le priorità del piano vaccinale – continuano a lavorare a continuo contatto con la collettività costituirebbe un atto incomprensibile e sconcertante.

Certi della Sua attenzione  nei confronti della Comunità che rappresenta le porgiamo i nostri saluti più cordiali.

 

PRIORITÀ ALLA SCUOLA AREZZO

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