Donazione di mascherine dal Rotaty di Arezzo

 

Rotary Club Arezzo davvero impegnato a tutto campo in questi giorni nel supportare coloro che sono in prima linea nella battaglia contro il flagello del Coronavirus. “Oggi in particolare è scattato un momento di grande impatto anche emotivo, oltre che di semplice servizio alla città, nella linea operativa del Rotary, sostenendo chi sta contribuendo nella pratica quotidiana a produrre il massimo livello di protezione della popolazione aretina”. Sono parole del presidente del Rotary Club Arezzo, Carlo Greco, a commento della consegna, avvenuta stamattina, 4 aprile 2020, nel piazzale della Croce Rosa aretina –  alla presenza di una delegazione di volontari Rotary e di tutte le associazione destinatarie del contributo – di un importante quantitativo di mascherine protettive “arrivate finalmente ad Arezzo a disposizione del nostro Club anche a seguito, oltre che dell’impegno di tutti i soci con il loro contributo, del lavoro che ha fatto in proposito Giovanni Grasso, che oltre ad essere presidente dell’Ordine degli infermieri è socio del Rotary Club Arezzo”.

Nel dettaglio dal Rotary Club Arezzo sono state donate 2.500 mascherine: di quelle di tipo ffp2 ne sono state consegnate 400 al 118; 400 alla Croce Rossa; 500 alla Croce Bianca; 500 alla Confraternita della Misericordia e 200 alla Croce Bianca di Rigutino.  Di quelle chirurgiche 200 sono andate al Dormitorio, 100 a testa invece al Centro di Agazzi, e alle associazioni Koiné e Agorà.

Dicevamo di impegno a tutto campo del Rotary Club Arezzo: infatti anche stamattina, come succede da qualche giorno, e la cosa andrà avanti per questo periodo di emergenza, il Rotary Club Arezzo – assieme al Cenacolo Francescano e con anche la collaborazione attiva degli club Inner Weel aretini – supporta il Centro Chirurgico Toscano. Come, lo spiega Franco Lelli, medico aretino e prossimo presidente del Rotary Club Arezzo: “Dopo che molti reparti chirurgici del San Donato sono convenuti al CCT per effettuare interventi elettivi e in urgenza in ambiente No Covid, si è manifestata la necessità di liberare l’infermiere che fa pretriage prendendo la temperatura a chi entra. Ecco, i nostri volontari fanno questo, con grande entusiasmo e con il desiderio di sentirsi utili per il prossimo in pieno spirito rotariano”.

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