Crt: l’impegno contro il Covid. Nuova organizzazione degli spazi e della distribuzione dei pazienti

La Crt affronta l’infezione da Covid 19 anche sulla base del lavoro e della ricerca scientifica fatta sul tema delle infezioni ospedaliere.

Nelle nostre strutture – ricorda il Direttore sanitario Ettore Migali – ci siamo organizzati fin dai primi giorni di febbraio con una nuova ridistribuzione degli spazi e dei pazienti assicurando la migliore protezione degli operatori. Sono state separate le attività ambulatoriali da quelle di degenza. Tutte le persone, pazienti e operatori, prima di accedere al servizio sono sottoposti al controllo della temperatura nel rispetto delle indicazioni nazionali e regionali.  I pazienti sono stati organizzati in piccoli gruppi per poter gestire al meglio l’eventuale insorgere di Covid-19 o altro tipo di infezione. Ai pazienti “sospetti” sono stati fatti i tamponi per SARS-CoV-2; l’esito dei test è sempre risultato negativo. Grazie alla collaborazione e sensibilità dei parenti, da oltre un mese e mezzo, anticipando le circolari nazionali e regionali, abbiamo precluso ai parenti l’accesso in reparto. Per alleviare, in parte, il grosso sacrificio dei parenti, con l’ausilio degli psicologi e dei medici è stato reso disponibile agli stessi, per informazioni e per la visione diretta del paziente, un sistema di comunicazione tramite tablet e cellulari.”

Una organizzazione serrata verso le infezioni dunque, che è anche un tratto distintivo dell’attività del CRT, proprio perchè operando nell’ambito della riabilitazione, l’insorgenza di infezioni potrebbe essere fatale.

Cristiano Scarselli, Vice direttore sanitario sottolinea come  un processo infettivo può condizionare il percorso riabilitativo dei pazienti con grave cerebrolesione acquisita, prolungarne l’ospedalizzazione ed inficiare significativamente l’outcome. Lo stato di immunodepressione, la lungodegenza, la presenza di devices invasivi costituiscono di per sé fattori predisponenti all’insorgenza di processi infettivi che, se sostenuti da germi multiresistenti, possono assumere carattere di estrema aggressività. In coerenza con le più recenti Linee Guida nazionali e internazionali la CRT ha definito stringenti protocolli di sorveglianza attiva e di educazione continua di tutte le figure professionali, finalizzati al contenimento della diffusione delle Infezioni Correlate all’Assistenza (ICA) che hanno consentito di ridurne nel tempo incidenza e prevalenza.

In questi anni, le azioni della Crt hanno prodotto risultati tangibili perché è stata dedicata particolare attenzione non solo alle tecniche e alle relazioni con pazienti e familiari ma anche alla formazione professionale dei propri dipendenti. Con risultati che sono in costante miglioramento.

Un ulteriore passo in avanti – ricorda Mauro Mancuso, Direttore scientifico della Crt – è stata la decisione della Crt di essere partner di Ars nel progetto “Infezioni Obiettivo Zero”. Il progetto Infezioni Obiettivo Zero (IOZ) ha consentito la messa on line dell’omonimo portale web per la  diffusione di conoscenze ed esperienze sul tema del contrasto alle infezioni. Grazie alla collaborazione di numerosi professionisti che operano quotidianamente sul campo, IOZ rappresenta un importante momento di condivisione di iniziative e un incubatore di idee innovative, con importanti risultati in termini di diffusione dei suoi contenuti. Adesso è on line il Report 2020 di Ioz“.

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