Crac Etruria, verso il verdetto

24 imputati per i quali sono state chieste complessivamente condanne per 64 anni. Udienze proseguite anche in periodo pandemico e che, per alcuni mesi, si sono spostate dalle aule del Tribunale di Arezzo alla Sala dei Grandi del palazzo provinciale. Questi sono i numeri del processo per bancarotta relativo al crac di Etruria che il primo ottobre, o almeno questa è la data fissata dal presidente del collegio Gianni Fruganti, vedrà la sua fine con il pronunciamento del verdetto. Gli avvocati hanno concluso le loro arringhe, argomentando a difesa dei loro assistiti, ex consiglieri e dirigenti dell’istituto bancario aretino azzerato dal fallimento, che si trattava di procedure corrette e che lo scenario di crisi del 2008 non poteva essere previsto. I pm Angela Masiello e Julia Maggiore hanno invece insistito sui prestiti concessi troppo “allegramente” e mai rientrati, quegli stessi prestiti che portarono al fallimento della banca. Dopo le “marce forzate” di marzo e aprile, il processo si ferma dunque per l’estate. In autunno, per l’appunto il primo ottobre, l’udienza. Sia la procura, sia gli avvocati difensori, hanno annunciato che non replicheranno. In questo caso, come ha commentato anche il quotidiano La Nazione nell’edizione di questa mattina, si andrà alla camera di consiglio e alla sentenza. Si tratta del processo piu consistente, sia dal punto di vista degli imputati, sia da quello dell’ammontare delle pene richieste, riguardante i vari filoni del crac.  YWS

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