Crac Etruria, parla Neri Pinucci per Rosi

Al processo in corso di svolgimento in Tribunale ad Arezzo sul crac Etruria, che vede imputati 24 tra ex consiglieri e dirigenti, è stata la volta dell’arringa dell’avvocato Neri Pinucci del foro di Firenze per il proprio assistito l’ultimo presidente del cda Lorenzo Rosi per il quale i pm Angela Masiello e Julia Maggiore hanno chiesto una codnanna a tre anni e nove mesi. Lorenzo Rosi ha doppia contestazione di bancarotta, la prima come presidente del cda per la liquidazione concessa all’ex dg Luca Bronchi, la seconda come consigliere d’amministrazione per il prestito risalente al 2008 legato alla realizzazione dell’outlet di Castel Sant’Angelo a Pescara. Nel primo caso l’avvocato Neri Pinucci ha sostenuto che le consulenze, tutte prestigiose e affidabili, di cui Rosi disponeva sulla liquidazione a Luca Bronchi indicavano che la cfira concessa era del tutto regolare e rientrante nelle normali buone uscite concesse ai dirigenti d’azienda. Per il secondo capo, quello relativo alla posizione di consigliere, il legalefiorentino ha sottolineato come la società nata dalle due cooperative interessate alla realizzazione dell’outlet, la valdarnese Castelnuovese e la emiliana Unieco, forniva garanzie piene per l’ottenimento del prestito pari a 4,8 milioni ( di cui rientrarono solo 900mila euro). Il fatto che poi, in virtu’ della crisi del 2008, la Unieco fosse poi finita in liquidazione coatta non poteva essere previsto ai tempi dell’elargizione del prestito.

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