Crac Etruria, arringa per Rigotti

Le operazioni finanziarie effettuate erano regolari mentre per i finanziamenti alle società Alberto Rigotti non aveva incarichi.  Cosi l’avvocato Daniela Rossi del foro di Milano durante l’arringa in difesa del suo assistito, il finanziere trentino Alberto Rigotti, durante il processo per bancarotta in corso di svolgimento in Tribunale ad Arezzo e che vede imputati 24 tra ex dirigenti e consiglieri per i quali i pm Angela Masiello e Julia Maggiore hanno chiesto pene che vanno da un massimo di sei anni e sei mesi ( proprio per Rigotti) a un anno.  A Rigotti sono contestate le sofferenze accumulate dal gruppo Abm Network per una quindicina di milioni di euro. Rigotti, che è stato membro del cda di Banca Etruria risultando determinante con il suo voto per l’uscita del presidente storico Elio Farali e l’ingresso al suo posto di Giuseppe Fornasari, avrebbe attinto a più riprese, secondo quanto sostenuto dall’accusa, alle casse della banca aretina. Operazioni negate dal legale che ha chiesto l’assoluzione del proprio assistito.

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