Consiglio di Stato sospende esecutività pronunciamento Tar del Lazio su pm Rossi

È stata accolta dal Consiglio di Stato l’istanza cautelare presentata dal pm Roberto Rossi con cui l’ex procuratore di Arezzo aveva chiesto la sospensione dell’esecutività del pronunciamento del Tar del Lazio. Quest’ultimo aveva ritenuto legittima la decisione del Csm di non confermare Rossi alla guida della procura di Arezzo. Nell’ordinanza del Consiglio di Stato, depositata oggi, si rileva che «l’invocata misura della sospensione dell’esecutività della sentenza appellata è assistita da sufficienti elementi di ‘fumus boni iuris’ con riguardo alla complessiva ragionevolezza del giudizio di non conferma dell’appellante, ed al contempo, nella comparazione dei contrapposti interessi, dal pregiudizio grave ed irreparabile, quanto meno nella prospettiva della procedura bandita con l’interpello per la copertura del posto di procuratore della Repubblica presso il tribunale di Arezzo». L’udienza di merito è in calendario per il 21 gennaio 2021. Il ricorso era stato presentato da Rossi contro la decisione con cui il 24 ottobre scorso il Csm si era espresso contro la permanenza di Rossi a capo della procura aretina perchè ‘avrebbe compromesso «almeno sotto il profilo dell’immagine» il necessario requisito «dell’indipendenza da impropri condizionamenti» per avere mantenuto un incarico di consulenza presso Palazzo Chigi, sotto i governi Letta e Renzi, anche dopo aver aperto l’indagine su Banca Etruria del cui cda faceva parte il padre dell’allora ministro Maria Elena Bosch

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