Consiglio comunale in videoconferenza anche per il Comune di Arezzo

Consiglio comunale, le interrogazioni

Sarà un consiglio comunale telematico quello convocato per lunedì 20 aprile alle 10 a Palazzo Cavallo. Come tanti Comuni della provincia, anche quello del capoluogo è chiamato a riunire l’assemblea comunale a distanza. “Non si tratta di una seduta qualsiasi – precisa subito il presidente Alessio Mattesini – ma di un appuntamento in qualche modo storico: avremo infatti modo di sperimentare la modalità della videoconferenza. I componenti dell’assemblea interagiranno grazie a una piattaforma online mentre per i cittadini da casa nulla cambierà visto che nella home page del sito del Comune di Arezzo ci sarà come al solito la diretta video. Cambierà solo lo sfondo: non l’aula consiliare ma le abitazioni dei consiglieri. Il risultato in termini di trasparenza è comunque garantito. Ringrazio l’assessore Marcello Comanducci e gli uffici comunali che hanno curato la parte tecnica e i necessari passaggi. Per quanto riguarda l’ordine del giorno, apertura tradizionale dedicata alle interrogazioni, poi spazio alle pratiche e agli atti di indirizzo”.

Fra le pratiche, le aliquote Imu per il 2020 (assessore Alberto Merelli), l’adesione all’accordo conciliativo sulla morosità tollerata tra Ato Toscana sud e Sei Toscana (assessore Marco Sacchetti), il finanziamento con debiti fuori bilancio degli interventi necessari a seguito degli eventi atmosferici del dicembre scorso e della messa in sicurezza di palazzo Carbonati, la ristrutturazione del circolo del quartiere di Porta del Foro (vicesindaco Gianfrancesco Gamurrini), il canone Cosap e il regolamento della Fiera Antiquaria (assessore Marcello Comanducci), la relazione della Commissione controllo e garanzia a opera del presidente Francesco Romizi, l’adesione all’evento pubblico con protagonista Liliana Segre e il conferimento della cittadinanza onoraria alla senatrice a vita e le proposte dei gruppi di maggioranza e di opposizione per fronteggiare l’emergenza economica provocata dall’attuale emergenza Coronavirus. A completare l’ordine del giorno sei atti di indirizzo.

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