Ci ha lasciato il saggista Giallorenzo Pacini, l’amico dei dissidenti

La cultura italiana ed europea perde un altro esponente di spicco. E’ morto ieri ad Arezzo, all’età di 91 anni, il professor Gianlorenzo Pacini, traduttore, saggista (letteratura e politica), già docente di Letteratura russa all’Università di Siena e Arezzo, Urbino, e alla Sapienza di Roma. Per Feltrinelli aveva curato opere di Andreev, Dostoevskij, Gor’kij, Tolstoj Korolenko, traducendo e curando per i “Classici” la Sonata a Kreutzer (1991), La confessione (2009, 2013), Anna Karenina (2013) e Guerra e pace (2014) di Tolstoj; Lettere sulla creatività (1991), Ricordi dal sottosuolo (1995), L’idiota (1998), I demoni (2009) e Il sosia (2003) di Dostoevskij. Grande conoscitore del mondo slavo, vantava amicizie e collaborazioni con personaggi del calibro di Vaclav Havel (drammaturgo, fondatore di Charta 77 e presidente della Repubblica Ceca), Jiri Pelikan (eurodeputato PSI, esule ceco), Eduard Limonov (scrittore e politico russo) e molti altri. Le esequie del professor Pacini avverranno in forma privata.

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