Chiassai: “Anche Rsa di Montevarchi gravemente colpita, chiedo tamponi a sanitari e ospiti”

La Presidente della Provincia di Arezzo e Sindaco di Montevarchi, Silvia Chiassai Martini,  ha scritto al Presidente Rossi in considerazione delle ultime direttive che ha emanato rispetto ai tamponi da effettuarsi nelle RSA, dopo la presenza di 17 casi positivi, tra i quali 12 degenti e 5 operatori, e quella relativa ai dispositivi di sicurezza per il 118.

“Anche a Montevarchi si è diffuso drammaticamente il contagio nella casa di riposo, con ben 17 contagiati che rappresentano un primo riscontro e stiamo aspettando la riposta su altri 50 tamponi effettuati, tra ospiti e operatori – afferma Silvia Chiassai Martini. Quando il Covid entra in un luogo abitato da persone fragili è chiaro il forte rischio di contagio e non solo, quello che è accaduto a Bucine non ci ha insegnato nulla? Se ci fosse un nostro familiare in una struttura forse capiremmo come si possono sentire i parenti.

È vergognoso che chi ha l’onore di occuparsi della salute di tutti i cittadini della regione ed,  in questo momento più che mai, della sicurezza degli operatori sanitari, ritenga non necessario verificare lo stato di salute facendo i tamponi e non dotando gli operatori del 118 ed il servizio di pronto soccorso dell’utilizzo delle mascherine FFP2- FFP3.

Come Sindaco mi sento responsabile della salute dei miei concittadini e pretendo che chi gestisce da 15 anni la sanità regionale si assuma la responsabilità di mettere in atto tutte le possibili azioni di prevenzione che a distanza di un mese in Toscana non sono  assolutamente partite. Nonostante l’esperienza pregressa del Nord non siamo riusciti a garantire né i presidi di sicurezza, né i tamponi ma scommetto che in Regione sono stati fatti!  Chiediamo ai cittadini di stare a casa; il Paese si ferma per contenere il fenomeno ed evitare i contagi e poi non mettiamo in sicurezza gli operatori sanitari.  Continuiamo a chiamarli eroi, ma lo sono perché stanno in prima linea a fronteggiare la sofferenza e le malattie delle persone più deboli non devono essere eroi perché disperati elemosinano delle protezioni che dovrebbero spettare di diritto.

Perché la Regione Toscana non vuole  fare i tamponi agli operatori sanitari,  forse non vuol far emergere il numero reale di casi positivi? Come responsabile della salute dei miei cittadini chiedo che la Regione si impegni a fornire all’ospedale di Santa Maria alla Gruccia, che la stessa ha riconosciuto di presidio di primo livello, come Arezzo, di un macchinario per effettuare i tamponi in tutta la nostra vallata a partire dagli operatori sanitari dell’ospedale, dei distretti, delle RSA. Visto che a Firenze sono state autorizzate anche strutture private non capisco perché non si tuteli  una realtà  ospedaliere importante e pubblica.”

 

Condividi l’articolo

Vedi anche: