Che giornata per Lucci alla Dakar. Castiglionese vince con dedica a Meoni

Un giorno e una tappa memorabili. Era la Chami – Aidzidine, la prima vera tappa interamente in Mauritania. Deserto stupendo, inquietante, difficile. Lo sanno tutti i “Dakariani”, io l’ho scoperto in questa prima occasione. 650 chilometri, 477 dei quali di Prova Speciale contro il cronometro. Partivo terzo, dietro a Sutherland, vincitore della tappa della vigilia, e Giovanni Gritti.

Ho raggiunto i “fuggitivi”, li ho superati e ho iniziato a navigare da solo. Volevo esercitarmi. Dopo 120 chilometri la moto si è fermata. Un tubo della benzina staccato. Per fortuna me ne sono accorto subito e ho riparato. Via di nuovo, ancora da solo fino al rifornimento di metà speciale. Primo! Incredibilmente primo. Nessuno davanti a me sulla pista, nessuno alla neutralizzazione.

Sono ripartito, questa volta deciso a provarci. Ho alzato il ritmo e mi sono concentrato sulla navigazione. Mi veniva tutto bene, correre abbastanza veloce e navigare. Anche divertente. Anzi, direi appassionante. Ti prende.

Al traguardo di fine Tappa non c’è nessuno. Sono il primo. Aspetto. Inizio a crederci anch’io. Non arriva nessuno. Esce la classifica ufficiale. Sono primo. È la mia prima vittoria, la ritengo molto importante. È un passo avanti nella giusta direzione. Alessandro Botturi, che è primo in classifica generale, arriva dopo dieci minuti, Ullevalseter, che è secondo, dopo dodici. Di Poskitt e Czachor neanche l’ombra. Salgo al terzo posto della classifica generale assoluta.

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