Caneschi: “Mattesini convochi la riunione dei capigruppo e quindi del Consiglio. Ovviamente online”

Dichiarazione di Alessandro Caneschi, vice Presidente del Consiglio comunale di Arezzo

 

“Il Consiglio comunale di Arezzo si è riunito, per l’ultima volta, il 21 gennaio. Da allora tutto è cambiato. Ed è cambiato in peggio. Il Presidente Mattesini, l’11 marzo, aveva annunciato che in questo mese non si sarebbe tenuta alcuna seduta consiliare. La speranza era forse quella che l’emergenza sarebbe durata poco. Così non è. E così non sarà”, scrive Alessandro Caneschi in una nota.

“Ritengo che la democrazia non possa essere sospesa e, soprattutto, ritengo che la gestione di un’intera città, con i suoi drammatici problemi di salute e di lavoro, non possa essere affidata ad un uomo solo. In Comuni a noi vicini, come quello di Civitella, si è svolta la seduta online del Consiglio”, sottolinea il consigliere comunale del partito democratico.

“Al Presidente del Consiglio comunale di Arezzo chiedo di convocare quanto prima la riunione online dei capigruppo per poter mettere in programma una seduta, sempre online, del Consiglio comunale. Ci sono le condizioni tecnologiche per organizzare entrambe. Serve la volontà politica. Se il Presidente non provvederà a convocare la riunione dei capigruppi, il gruppo consiliare del Pd chiederà con tutti i gruppi, sia di opposizione che di maggioranza, disponibili, la convocazione del Consiglio così come previsto dall’articolo 33 dello Statuto del Comune di Arezzo che al comma 5 prevede che “su richiesta di un quinto dei consiglieri assegnati il presidente è tenuto a riunire il consiglio comunale entro un termine non superiore a venti giorni, e ad inserire all’ordine del giorno gli argomenti richiesti”, aggiunge Caneschi.

“Adesso è il momento del rispetto delle regole e lo statuto del Comune di Arezzo afferma che “il Consiglio comunale rappresenta la comunità locale. Definisce l’indirizzo politico ed amministrativo del Comune e ne controlla l’attuazione”. Se non esercita oggi questa funzione, allora quando?”, conclude Caneschi.

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