Antimafia, arresti nell’Aretino

La prima operazione era partita proprio dall’aretino. A firmarla, coordinati dal pm Laura Taddei, i carabinieri forestali di Arezzo che avevano sequestrato un impianto di inerti e smaltimento di rifiutyi non pericolosi preventivamente chiuso e sequestrato un’intera collina realizzata apparentemente a scopo di rimodellamento del paesaggio per agricoltura ma, secondo le successive risultanze della procura, creata con inerti ( quelli che non erano utilizzati a scopo edilizio) e rifiuti pericolosi. Per i titolari dell’impianto, una famiglia originaria della zona di Crotone, all’epoca scattarono le denunce. L’operazione Keu, illustrata oggi dalla direzione distrettuale antimafia comprende anche questo filone e lo colloca in un’indagine durata ben tre anni. Sei le misure di custodia cautelare (una in carcere e cinque agli arresti domiciliari), tre all’indirizzo dei titolari dell’impianto di Bucine che si trovano attualmente due ai domiciliari e uno in carcere, 7 misure cautelari di interdizione dall’attivita’ imprenditoriale, 2 sequestri preventivi di impianti di gestione di rifiuti ed oltre 60 perquisizioni. Eseguito anche un provvedimento di sequestro per equivalente per oltre 20 milioni di euro e numerose perquisizioni ed ispezioni personali e domiciliari presso oltre 50 obiettivi nelle province di Firenze, Pisa, Arezzo, Crotone, Terni e Perugia.  Carabinieri. Concerie e inerti i settori toccati come spiega il procuratore di Firenze.  

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