Accordo Regione-Anci. Cia Toscana: Opportunità importante per aziende agricole, segnale concreto per la ripresa

«L’accordo fra Regione Toscana e Anci a sostegno dell’agroalimentare toscano di qualità rappresenta un’ottima iniziativa ed una notizia positiva per l’agricoltura regionale, un segnale concreto per la ripresa. Adesso ci aspettiamo che i Comuni coinvolgano tutte le rappresentanze del settore agricolo, Cia Toscana è a disposizione dei comuni per una capillare e corretta diffusione dell’accordo, nonché per sensibilizzare e segnalare le imprese che possono aderire al protocollo. Sta adesso alle stesse aziende agricole cogliere questa importante opportunità, anche per offrire prodotti di qualità ai consumatori, in un periodo in cui il confinamento a casa ha contributo a riavvicinare l’azienda agricola del territorio in cui viviamo con il consumatore finale, facendo apprezzare la qualità del prodotto di stagione e da vendita diretta». E’ questo il commento di Giordano Pascucci, direttore Cia Toscana, all’accordo siglato fra la Regione e Anci Toscana, che può favorire la distribuzione ed il consumo di produzioni agroalimentari toscane di qualità, soprattutto in questa fase di emergenza.

L’intesa nasce dall’impegno della Regione e dell’associazione dei Comuni per la diffusione delle politiche del cibo e la promozione dei prodotti toscani e dal fatto che le disposizioni governative di gestione della crisi prevedono per i Comuni dei finanziamenti specifici per supportare la domanda di cibo nelle fasce fragili della popolazione (primi fra tutti i “buoni spesa”).

L’intesa prevede una serie di azioni di sensibilizzazione e valorizzazione dei prodotti di qualità della nostra regione, partendo da esigenze immediate, legate alle ripercussioni negative sul comparto agricolo e agroalimentare delle misure che si sono rese necessarie per contenere il coronavirus: sebbene le aziende agricole e agroalimentari, così come la distribuzione, siano considerate attività “essenziali”, pertanto operative, i prodotti agroalimentari freschi e gli ortofrutticoli hanno registrato un calo nelle vendite a causa della chiusura delle attività di ristorazione, dei bar e di tutta la somministrazione.

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