“Abolire la propaganda fascista”, iniziativa dell’Anpi aretina

Si stanno già raccogliendo, presso le segreterie comunali, le firme per la proposta di Legge di iniziativa popolare dal titolo “norme contro la propaganda e la diffusione di messaggi inneggianti a fascismo e nazismo e la vendita e produzione di oggetti con simboli fascisti e nazisti”, depositata da Maurizio Verona sindaco di Stazzema, il comune dell’Alta Versilia dove, nell’agosto del 1944, avvenne una della più sanguinose stragi perpetrate dai nazifascisti in Italia.

Di questa proposta di Legge e di cosa voglia dire, oggi, essere antifascisti, si parlerà giovedì prossimo 17 dicembre dalle ore 18 in una diretta Webinar nella pagina Facebook della sezione ANPI di Arezzo  al link https://fb.me/e/1MdNXtqSd

Oltre al sindaco di Stazzema parteciperanno il senatore Vasco Errani, il consigliere regionale Vincenzo Ceccarelli, il sindaco di Talla Eleonora Ducci, i consiglieri comunali di Arezzo Alessandro Caneschi e Francesco Romizi, e Luca Gabrielli della CGIL di Arezzo. A coordinare il dibattito sarà Roberto Del Gamba, vicepresidente ANPI di Arezzo.

“Sempre più spesso dobbiamo assistere a episodi di esaltazione del fascismo e del nazismo, soprattutto in rete, – afferma la dirigenza dell’ANPI – non è più tollerabile una rassegnazione diffusa ad avere a che fare ogni giorno con pestaggi, manifestazioni, diffusione di messaggi di violenza che non hanno niente a che vedere con la libertà di pensiero. Le normative vigenti sono spesso aggirate e si sta giungendo a una sostanziale assuefazione a tali dimostrazioni di prepotenza e ignoranza. Ecco perché, quando il sindaco di Stazzema ha depositato presso la Corte di Cassazione questa proposta di legge di iniziativa popolare, si è deciso di discuterne nei modi concessi dalle restrizioni in vigore. Da qui lo strumento della diretta Facebook che permetterà a chiunque di collegarsi da casa o dal cellulare”

“Ci è sembrato giusto – conclude l’ANPI aretino -che si sottolineasse che non bisogna lasciare spazio alcuno a rigurgiti nostalgici e negazionisti come la produzione e vendita di oggetti che richiamano a fascismo e nazismo e contro la diffusione in rete di messaggi che afferiscono a quelle ideologie.”

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