Casa Partina: il coraggio di una famiglia, il senso di una collaborazione

“La sua famiglia non saremo più noi ma lui stesso. Sarà un uomo indipendente”.  Lucia e Andrea  Tarchi si preparano a garantire un nuovo futuro al figlio Stefano. Nessuna separazione, nessun trauma ma la concretizzazione  di un progetto al quale i due anziani genitori, ultraottantenni, lavorano da tempo.Stefano tornerà nella casa di famiglia a Partina, nella campagna del Casentino.  Ci tornerà in modo diverso rispetto a prima perché con lui vivranno altri 4 disabili: i suoi genitori hanno messo a disposizione, conferendolo in uno specifico trust familiare, l’immobile di quasi 400 metri quadrati con un giardino di 600 metri quadrati. La gestione del cohousing sarà affidata alla cooperativa sociale Koinè in una logica di collaborazione con la Usl Toscana Sud Est, il Comune di Bibbiena e l’Unione dei comuni montani del Casentino. Agli ospiti che vivranno a Partina continueranno ad essere garantite le attività diurne che oggi sono svolte dai centri diurni Isola che non c’è a Bibbiena, Tangram a Rassina e Il Pesciolino rosso a Pratovecchio.L’iniziativa ha come cornice il progetto “Niente su di noi senza di noi” ed è una risposta originale e innovativa all’angosciante domanda che si pongono tutti i genitori che hanno figli con disabilità: cosa gli accadrà una volta che noi non ci saremo più.Casa Partina verrà inaugurata venerdì 26 luglio alle ore 18. Interverranno Filippo Vagnoli, Sindaco di Bibbiena; Eleonora Ducci, Assessora alle Politiche Sociali dell’Unione dei Comuni Montani del Casentino; Evaristo Giglio, Direttore Zona Distretto Arezzo-Casentino-Valtiberina Usl Toscana sud est; Lucia e Andrea Tarchi che con il trust familiare hanno conferito l’immobile e Paolo Peruzzi, Direttore generale della cooperativa sociale Koinè.

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