Zamagni a Rondine

 

“La pace è possibile, ma non è spontanea, e quindi bisogna recuperare un antico adagio della civiltà romana che diceva ‘Si vis pacem para civitate’ e impegnarsi per costruirla”. Lo ha detto l’economista Stefano Zamagni lanciando la sua tesi sulla costruzione della giustizia sociale che sta alla base della pace nell’ambito dell’incontro promosso dall’associazione Rondine Cittadella della Pace di Arezzo insieme a Banca Popolare di Cortona. Nel parlare ai ragaggi Zamagni ha proseguito. “E’ fondamentale che per fare la pace vengano costruite istituzioni di pace. Il principio che sta alla base di queste è quello del dono e quindi del perdono, nel suo senso profondo, che non significa dimenticanza o amnesia ma restituire a chi ha commesso reati, la possibilità di riiniziare”. Zamagni ha concluso: “Ci rendiamo conto che alla base troviamo l’incapacità di per-donare, perché si ritiene che l’ingiustizia ricevuta, sia ragione sufficiente per restituire lo stesso, un modo che non può essere accettato da chi ha a cuore come obiettivo la pace intesa, non nel senso dell’assenza di guerra, ma come condizioni di fioritura sia degli individui che delle realtà comunitarie”.
 
 

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