Consiglio comunale di Arezzo, le interrogazioni

La prima interrogazione è stata presentata da Donato Caporali relativa all’esistenza o meno di un progetto per la riqualificazione dell’area di Poti. Aggiornamenti sulla scuola di Matrignano sono stati chiesti da Alessandro Caneschi: “quali sono le reali intenzioni sulla scuola. Sembra che Regione e ministero abbiano confermato la loro disponibilità a mantenere gli impegni. Chiediamo che sia il sindaco a esprimere il suo pensiero, le interrogazioni le abbiamo sempre rivolte a lui mentre le risposte le abbiamo ricevute solo dagli assessori”.L’assessore Lucia Tanti ha risposto che “il 9 maggio, alla prossima riunione pubblica, verranno fornite tutte le risposte: solo in quella sede perché intendo sottrarmi alla polemica di questi giorni che è cosa diversa dalla politica”. Ancora Donato Caporali sulla destinazione e lo smaltimento degli sfalci e delle potature che caratterizzano le campagne del territorio comunale.L’assessore Marco Sacchetti: “abbiamo accolto bene l’idea di Aisa Impianti di sistemare  cassonetti dove conferire tali materiali e utilizzare questi ultimi per la produzione di compost”. Roberto Bardelli: “chiediamo al direttore Enrico Desideri di esprimere un giudizio sulle indiscrezioni relative alla chiusura del 118. Chiedo che venga fatta chiarezza sulla sorte della centrale aretina, fondamentale per la tutela della salute della cittadinanza”.“Spero – ha sottolineato il sindaco Alessandro Ghinelli – non sia all’orizzonte l’ennesimo attacco alla sanità aretina che, almeno nella Toscana meridionale, rappresenta un’eccellenza. Mi farò portatore di una richiesta chiara: il 118 deve restare ad Arezzo”. Alessandro Caneschi: “le ludopatie sono in aumento, con gravissime conseguenze familiari ed economiche per le persone soggette. Il Comune di Arezzo, nel 2014, aveva emesso un’ordinanza che vietava l’apertura di nuove sale gioco all’interno della città murata. Anci Toscana sta lavorando molto in questa direzione ed esiste una bozza di regolamento, elaborato in quella sede, che potrebbe essere adottato dai Comuni con prescrizioni stringenti e relative sanzioni. L’amministrazione ha intenzione di approvare un regolamento siffatto”?“Nei giorni scorsi abbiamo incontrato – ha replicato l’assessore Lucia Tanti – proprio il sindaco di Pergine a cui, da Anci, è stato conferito un ruolo di coordinamento. Ha raccomandato che in questo momento non ci siano fughe in avanti perché l’obiettivo è arrivare a un testo comune che dia indicazioni territorialmente omogenee. Siamo convinti della necessità di un regolamento e attendiamo questo step. Nel contempo, gli assistenti sociali, quando devono costruire un percorso di sostegno economico per un soggetto ‘vittima’ di ludopatia, lo fanno sempre prevedendo un sistema di supporto, concertato con il Sert, per sconfiggere la patologia”.

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