Giorgianni attacca il Governo: troppa burocrazia, le banche fanno interdizione

 

Sono trascorsi diversi giorni dall’”atto di amore” richiesto dal premier Giuseppe Conte alle banche, chiamate attraverso il cosiddetto decreto liquidità a fare uno sforzo per erogare subito liquidità alle imprese che hanno bisogno”.

In un momento in cui il fattore tempo riveste un ruolo determinante, ci arrivano sempre più segnalazioni di imprenditori “ostacolati” nell’ottenimento dei prestiti previsti dal decreto liquidità. Molte di queste segnalazioni riguardano le banche del Gruppo Cooperativo Iccrea.
Ci viene infatti riferito che queste banche stiano richiedendo documenti anche per i finanziamenti entro i 25.000 euro con garanzia statale 100% che non c’entrano niente con la richiesta di finanziamento e che comunque starebbero rallentando le pratiche.

Ma lo scopo del provvedimento era proprio quello di semplificare l’accesso al prestito, tanto che la modulistica per accedere è piuttosto semplice (basta andare sul sito www.fondidigaranzia.itdove si trova il modulo per la richiesta), tuttavia alcune banche hanno aggiunto una loro propria modulistica, ma soprattutto hanno inserito alcune clausole e condizioni che non sono previste o richieste dalla legge.

A volte si richiede persino visure catastali aggiornate della società.

Ma se il governo sceglie di affidare alle banche la gestione di un aspetto determinante nel tanto sbandierato sostegno alla liquidità delle imprese, deve poi anche assicurarsi che gli istituti non ostacolino  l’ottenimento di questi prestiti, altrimenti ci troveremo presto ad dover fronteggiare una crisi dalla quale sarà praticamente impossibile uscire.

Dal momento che le istituzioni sanno perfettamente, in maniera analitica, chi si sta comportando bene e chi, invece, non rispetta a pieno le norme del decreto liquidità, perché non intervengono?

C’è un’anarchia di fondo , ogni banca si comporta a modo suo, alcune, ad onor del vero stanno velocizzando le pratiche, altre però fanno di tuttoper rendere la vita difficili a questi imprenditori.

Non c’è più tempo! la politica che conosce perfettamente numeri e situazioni dovrebbe intervenire, così come Banca d’Italia.

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