Dalla Romagna grido d’allarme: un mese di stop della E45, 10 milioni di euro

Un mese di interruzione dell’E45 è costata 10 milioni di euro. dalla Romagna tornano ad alzare la voce sul caso E45. “Né i Comuni dell’E45, né le associazioni ed i sindacati – ribadiscono il Presidente dell’Unione Valle Savio Paolo Lucchi e il Vicepresidente Marco Baccini – hanno abbassato la guardia di fronte all’emergenza causata nei loro territori dalla chiusura della superstrada. Anche perché la parziale riapertura del viadotto Puleto non ha risolto i problemi principali e le difficoltà economiche affrontate dal 16 gennaio scorso dalle imprese e dai lavoratori della valle del Savio non sono purtroppo ancora rientrate. E’ quel che ci siamo detti oggi, durante la riunione del Tavolo E45, alla quale hanno partecipato i rappresentanti di Cgil Cesena, Uil Cesena, Cisl Romagna, Confcommercio Cesena, Coldiretti Forlì-Cesena, Confindustria Forlì-Cesena, Confesercenti Cesenate, Confartigianato Cesena, Cna Cesena-Valle Savio, Legacoop Romagna, Rete Pmi Romagna, Unioncamere Emilia-Romagna, consapevoli come siamo della necessità di muoversi su due versanti: da un lato per attivare gli interventi previsti, primo fra tutti l’erogazione, a imprese e cittadini del territorio colpiti dall’emergenza, dei contributi resi possibili dallo stanziamento di 250mila euro da parte della Regione; dall’altro per tenere sotto pressione il Governo, dopo gli impegni presi dal Ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli in occasione della sua visita al viadotto Puleto del 15 febbraio. Non abbiamo infatti dimenticato come il Ministro Toninelli abbia, di fronte ai Sindaci toscani ed umbri e, per il nostro territorio, a quelli di Bagno di Romagna e Verghereto, promesso anche un’imminente convocazione dei Sindaci dell’E45 da parte del Ministro Di Maio, per attivare lo stato di emergenza nazionale. Ma la convocazione, al momento, non è ancora arrivata e ci pare strano che, dopo le ripetute lettere inviategli, dopo le sollecitazioni via stampa e tv, dopo gli impegni presi dai parlamentari locali che fanno riferimento al Governo, in Ministro non abbia trovato ancora il tempo utile per convocarci, ben sapendo che noi ci precipiteremmo a Roma, per mettere in luce le nostre richieste, a qualunque ora di ogni giornata. 

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