La strana partita che si gioca nelle stanze di palazzo dei Marescialli

Una cosa l’abbiamo capita, il Procuratore Capo di Arezzo Roberto Rossi ha dei nemici forti che gli stanno mettendo i bastoni tra le ruote, tanto per usare una espressione gergale semplice e al tempo stesso significativa.  Nemici invisibili ma che sanno dove andare a parare. La partita che si gioca mercoledi a Palazzo dei Marescialli, sede del Consiglio Superiore della Magistratura, assume un rilievo di grande impatto per il futuro della macchina del Tribunale aretino che è rimasto senza presidente, che è in attesa di coprire i vuoti in organico. Senza considerare l’aspetto strutturale visto che la parte del vecchio Garbasso è un colabrodo e quella della Vela, fa acqua non solo quando…piove. Il terzo piano resta un punto fermo visto che la Procura ha sempre il suo bel da fare nel valutare e contrastare i reati. Rossi,  non è esente da critiche, ma è un magistrato che ha avuto  il merito di non guardare in faccia a nessuno. Ha fatto la sua parte con grande determinazione, sempre nel rispetto delle Legge. Ma stavolta rischia grosso. Forse è andato a toccare i nervi sensibili di questa città, che presenta sempre una strana patina, dove le camarille viaggiano di pari passo con il sommerso. San Francesco provo’ a scacciare i diavoli, come ci ha disegnato Giotto ad Assisi. Rossi, che è originario della città francescana, ha provato a contrastarli. E spera ancora di riuscirci. Diceva un vecchio detto socratico: Dura lex, sed lex.

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