Arezzo casa, la posizione del Pd è delirante. Bardelli replica con asprezza

 “Leggendo il delirante comunicato stampa diffuso dal coordinamento provinciale del PD, non sapevo se mettermi a ridere o a piangere.Di sicuro ho capito, come tutti, che a Sant’Agostino non sanno interpretare semplici documenti inerenti attività istituzionali. O peggio: impauriti e disperati per una perdita di potere che si protraeva da decine di anni, non hanno minimamente compreso quello che è successo.Molto brevemente, la storia è questa: l’amministrazione comunale ha interpellato un notaio di Arezzo per avere un parere dirimente riguardo un articolo dello statuto di Arezzo Casa spa, che prevede l’elezione per acclamazione del presidente e del relativo consiglio di amministrazione, un po’ come ai bei vecchi tempi di sovietica memoria. Lo statuto prevede anche che, se non si verifica la sopraddetta circostanza, si passa al voto segreto.Tutto ciò ci è sembrato quantomeno singolare, e per questo motivo ci siamo rivolti a un esperto super partes, che ha confermato la necessità di un voto libero e palese.Non siamo noi che vogliamo il voto segreto, sono i reggenti del PD che vogliono mantenere lo statuto così come è, con voto per acclamazione oppure con votazione segreta.Non siamo noi del centrodestra che trucchiamo le carte, sono lor signori che con le solite frasi trite e ritrite fuggono dal confronto politico, istituzionale e civile, nascondendosi dietro assurde e ridicole accuse.Il voto palese è garanzia di trasparenza, libertà e democrazia, mentre a sinistra preferiscono utilizzare l’unico statuto al mondo che prevede il consenso unanime o segreto, ma sarebbe meglio definirlo bulgaro, come è quello di Arezzo Casa spa.Qui si tratta di rispettare leggi e codici civili, non di buttarla in caciara perché, anche questa volta, ci sono dei dilettanti capaci solo di andare allo sbaraglio”.

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