Porta Santo Spirito non si ferma più. Sua la prima Giostra del Saracino 2017

Non sbaglia un colpo la premiata ditta Scortecci-Cicerchia. Doppio cinque nella Giostra di giugno con tanti saluti per la concorrenza che coltivava il sogno di sovvertire la prepotente superiorità della Colombina. E invece anche nella Giostra di giugno si è rivisto un film già conosciuto nella passata stagione che culminò con la conquista della tripletta gialloblù. Una serata che subito è partita con il timbro dei più forti. Carriera perfetta di GianMaria Scortecci che ha colpito il centro confermando da una parte una crescita tecnica e comportamentale evidente e dall’altra l’alto grado di preparazione raggiunto. Giostra ipotecata che ha regala margini di incertezza agli avversari. E la carriera di Filippo Fardelli di Porta Crucifera in parte ne ha risentito visto che il cavaliere rossoverde non è andato oltre il 4. Poi il black out del faro che ha tenuto con il fiato sospeso la piazza. Riprese “le ostilita” in piazza si è presentato Andrea Vernaccini con Brighella. Il carico di responsabilità è enorme e la lizza non è delle migliori per il quartiere che manca da 10 anni all’appuntamento con la lancia. Il 3 diventa una sorta di bocciatura pubblica. Porta Sant’Andrea punta sulla rabbia agonistica di Enrico Vedovini, uno dei veterani della Piazza. La carriera è perfetta. Vedovini tenta il colpo, ma colpisce il quattro.

Seconda tornata, entra in campo Elia Cicerchia, il funambolo. Martino Gianni, l’ex re della piazza, ora coach di Porta S. Spirito, fa pretattica. Sa bene che il suo puledro ha in mano il colpo per chiudere la partita nonostante prestazioni normali in settimana. E Cicerchia indirizza il suo El Chico nella traiettoria giusta. Quella che fa male. Il colpo è secco. Il braccio fermo. La lancia si infila in quel centro temuto dai competitor. Cicerchia appena toccato il 5 esulta. Esplode la torcida gialloblù.  Il resto è solo una formalità. Porta Crucifera ricolpisce il 4 con Carboni, 4 anche per Parsi in nome e per conto di Porta del Foro. Cherici si deve accontentare del 3 dopo aver cercato la botta dell’impossibilità. Ezio Gori si gusta il trionfo e prende la 35esima lancia d’oro dedicata al tenente Mancini. Che era un aviatore. Del resto meglio della Colombina non ci poteva essere il nome del vincitore. Il resto a settembre. Ma fermare quei due sarà il lei motiv dell’estate.

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