Cava sequestrata

Il Corpo Forestale dello Stato ha posto sotto sequestro un’area di cava di inerti situata in Comune di Castel San Niccolò che è risultata priva dell’autorizzazione prevista dalla Legge Regionale n. 35/2015 in materia di cave.
L’attività estrattiva è iniziata grazie ad una Ordinanza emessa dal Sindaco di Castel San Niccolò che era stata ritenuta illegittima e per la quale lo stesso Sindaco era stato denunciato, a lavori non ancora iniziati, dal CFS.
Nonostante tale denuncia l’attività di cava è stata comunque avviata. Pertanto il Presidente del Consiglio di Amministrazione della ditta che provvede all’estrazione degli inerti è stato denunciato all’Autorità Giudiziaria.
Risultano in particolare violate le norme relative alla tutela del paesaggio, dato che l’area interessata dalla cava, trovandosi molto vicino al Fiume Arno, è sottoposta a vincolo paesaggistico ambientale.
Anche il Sindaco risulta adesso indagato, in cooperazione, per questo reato.
L’indagine è partita da una verifica che Nucleo Operativo Speciale di Arezzo aveva svolto sull’Ordinanza Sindacale emessa per consentire l’apertura della cava, nonostante per la stessa fosse ancora in corso l’iter amministrativo previsto per la concessione dell’autorizzazione comunale.
Ritenuto che il provvedimento emesso dal Sindaco fosse illegittimo, gli Agenti della Forestale hanno provveduto a denunciare il sindaco per abuso di Ufficio.
Nonostante questo, i lavori per l’estrazione degli inerti sono iniziati lo stesso.
La cosa non è sfuggita però al CFS, che ha posto sequestro l’intera area estrattiva, che si estende su una superficie di circa 2000 metri quadrati.
Il sequestro è stato successivamente convalidato dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Arezzo.

 

Comunicato stampa

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