Un Pd sempre più targato Matteo Renzi

Una percentuale imbarazzante. Renzi viaggia tra i simpatizzanti, elettori e iscritti del Pd come superman. Non era mai capitata una situazione di questo tipo. Il voto di domenica è stato rigenerante per l’ex premier di Rignano che dopo la disavventura referendaria ha incassato la fiducia dei democratici di ogni provenienza. Colpisce il voto nelle zone che un tempo erano rosse. Davanti all’evidente calo degli elettori, quelli che sono andati ai gazebo,  hanno fatto una scelta monotematica. Una volta, tanto per fare un esempio, a Vacchereccia, Marciano, Cortona, si votava in maniera diversa. Ora il Renzi-pensiero ha sfondato nei cuori e nelle matite della gente. In tanti dicono che è nato il Pdr, il partito di Renzi. Analisi frettolosa. Sta nascendo un partito che ha avuto un bel travaglio da quando Veltroni decise di dare quella svolta che ha aperto la strada verso il renzismo. Ma resta un punto, con il proporzionale che torna, proprio Renzi che era l’alfiere della vocazione maggioritaria, dovrà fare i conti. E fare capire, in caso di elezioni, con chi dovrà governare. E qui entra in gioco il ruolo degli sconfitti, da una parte il placido (troppo) Orlando e dall’altro l’irruento Emiliano. Le prime dichiarazioni non sembrano anticipare una nuova fuga dal partito. Fuori da via del Nazareno Speranza, D’Alema, Rossi e Bersani non aspettano altro. Ma Renzi sarà chiamato a decidere con chi giocare la nuova partita. Da una parte le sirene di Forza Italia, sempre più allergiche al piazzismo di Salvini e della cricca lepenista di casa nostra. Dall’altra una sinistra dove non mancano quei rancori che hanno frenato la sua proposta politica. C’è poi il terzo incomodo, quello più importante: il Movimento Cinque Stelle, il vero avversario di Matteo Renzi. Ma questa è un’altra partita e per giocarla Renzi avrà bisogno di un partito unito. Senza cerchi magici, con persone che possano recuperare quello slancio con cui Renzi si presentò nel primo scontro con Bersani. La gente gli ha dato fiducia, ma nessuna cambiale in bianco. Ultima annotazione: il calo degli elettori alle primarie è un bel campanello d’allarme. Il neo segretario è chiamato ad una riflessione profonda per capire perchè tanti, più che votargli contro, hanno preferito disertare le urne.

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