La scommessa vinta dell’assessore Comanducci

Lo chiamano l’assessore dei miracoli. Non c’è dubbio che con Marcello Comanducci le cose ad Arezzo  siano cambiate nell’organizzazione dei grandi eventi. Comanducci aveva un obiettivo, riuscire a creare quel quid che potesse attrarre turisti anche nei periodi non propriamente adatti. Il risultato ottenuto nel giro di due anni, piaccia o no a chi lo critica, è stato straordinario. La marea umana che si è vista in questa edizione 2017 della Città del Natale, ha premiato lo sforzo e la metodicità di un progetto che ora necessita del definitivo salto di qualità. Il flusso di persone che da tutta Italia è accorso ad Arezzo, ha regalato il sorriso a chi pensava che questo fenomeno fosse proprio di altri lidi. Ci piace sottolineare questo aspetto visto che Arezzo spesso è stata accusata di non saper sfruttare le bellezze che propone. Creando eventi particolareggiati, hai dato l’opportunità al “forestiero” di tornare ad Arezzo. Se poi nel conto ci mettiamo gli appuntamenti fissi, quelli che caratterizzano Arezzo nel suo calendario, possiamo benissimo asserire che il pranzo è stato servito al meglio. Ora è necessario armonizzare la presenza delle persone visto che il flusso maggiore si polarizza nella parte alta della città. Allo stesso tempo serve dare continuità e qui entra in gioco il progetto che deve essere rifinito e che riguarda la politica turistica e dell’accoglienza. Con l’entrata in vigore della tassa di soggiorno, arriveranno quei fondi utili a poter programmare una politica che reinveste sul territorio.Toccherà alla Fondazione che verrà programmare tutto questo. Bisogna fare sistema, diceva il vecchio saggio. Dopo le feste arriva l’occasione per poterlo fare.

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