Arezzo celebra la Liberazione e ricorda l’eccidio di San Severo

Tutto pronto per la celebrazione della Liberazione di Arezzo. Sono passati 74 anni da quando i tedeschi e i fascisti lasciarono la loro scia di morti e lutti in una città ferite e affamata. Dopo l’ingresso dei partigiani e gli uomini della brigata britannica che aveva sfondato la linea bombardando dal Monte Lignano, si volta pagina. Ma non fu un approccio facile visto che nel giro di poche ore vennero alla luce due terribili stragi perpetrate dalla mano tedesca. San Polo e San Severo, due piccole località sulle pendici dell’Alpe di Poti furono teatro di due stragi che videro morire tante persone inermi ed indifese. Dopo la celebrazione di San Polo, oggi è stata la volta di San Severo, una strage che ha sempre avuto un riscontro mediatico minore e non si capisce la ragione, perchè in quel luogo morirono persone che furono vittime di un assurdo rastrellamento. Oggi cerimonia religiosa, officiata dal vescovo di Arezzo. Una corona di alloro è stata deposta nel monumento che ricorda i nomi delle persone trucidate. Restano ancora i bossoli di quella fucilazione che vennero raccolti dalla mano di un parente delle vittime dopo le esecuzioni.

Domani il clou delle celebrazioni che in mattinata inizieranno al Cimitero del Commonwealth di Indicatore, per passare al momento religioso. Successivo trasferimento al monunento che ricorda i 729 caduti nel comune di Arezzo poi trasferimento a Poggio del Sole per la cerimonia ufficiale con il discorso del sindaco di Arezzo Ghinelli e del presidente dell’Anpi Sarrini.

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