Confartigianato, parla Vannetti: no all’abolizione dei voucher

“Non condivido l’abolizione dello strumento voucher avendone constatato la grande valenza in termini di flessibilità nel rispetto delle regole: è una decisione sbagliata”. Così il presidente di Confartigianato Arezzo, Ferrer Vannetti esprime senza mezzi termini “la forte contrarietà dell’Associazione” da lui rappresentata all’abolizione dei voucher “poiché questi rappresentano, per gli imprenditori, l’unico strumento attualmente disponibile per remunerare prestazioni saltuarie ed occasionali in un sistema quale quello aretino dove spesso le dimensioni e le tempistiche aziendali portano a stagionalità particolari in vari settori, e dove quindi uno strumento agile come il voucher rappresentava una risorsa importante”. “Io penso che a volte la paura di commettere errori finisca con l’inibire qualsiasi cambiamento – spiega Vannetti – ma ritengo che sia meglio provare e magari correggersi lungo il percorso piuttosto che rimanere fermi in una quotidianità decadente.”“Non dimentichiamo poi – insiste Vannetti – che i voucher aiutano anche a combattere il lavoro nero e offrono opportunità di occupazione e di guadagno legale: servono agli imprenditori per coprire esigenze di lavoro improvvise e non programmabili”.“Il rammarico – approfondisce Vannetti – è anche nella constatazione che si è adottata la solita soluzione all’italiana, anziché attuare una regolamentazione più stringente l’abolizione dei voucher lascerà senza risposte tutte quelle prestazioni occasionali che nelle imprese non possono essere inquadrate in rapporti di lavoro tradizionale”.Poi Vannetti tocca un altro tasto dolente: “Il risultato dell’abolizione dei voucher non sarà di certo nuovi rapporti di lavoro, bensì la dispersione di potenziali occasioni di occupazione in un momento non certo facile: dagli ultimi dati trimestrali sull’occupazione elaborati dall’Ufficio Studi Confartigianato su dati Istat, infatti si rileva che proprio sui posti di lavoro persiste una dinamica negativa soprattutto per i giovani, che forse sono quelli più danneggiati di tutti dall’abolizione dei vaucher, che in qualche modo, per molti di loro, rappresentavano un primo passo legale nel mondo del lavoro”.

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