AMICI DELLA MUSICA, UN ECCELLENTE ESEMPIO PER LA CULTURA

La benemerita per antonomasia è l’Arma dei carabinieri per riconoscenza popolare per i servigi prestati. Ma la benemerenza spazia pure in tante altre attività del nostro vivere quotidiano dove la tenacia e la passione di chi ama il bene comune porta a far del bene alla collettività.

E’ il caso degli Amici della Musica di Arezzo, storica associazione che ebbe in Mario Bucciolotti – uomo di legge ma anche grande appassionato di musica- il suo fondatore e animatore di tante belle iniziative. Basterebbe citare il Concorso Polifonico Internazionale che nel nome di Guido d’Arezzo ebbe allora una risonanza mondiale. Ma il grande merito di Bucciolotti fu anche quello di aver portato ad Arezzo quel genio extraterreste di Arturo Benedetti Michelangeli che con i suoi corsi di perfezionamento pianistico fece di questa città uno dei luoghi prediletti per gli appassionati della grande musica.

Cose del passato, che fanno solo parte dei ricordi dei non più giovani, con tanta nostalgia per un periodo in cui la cultura musicale ad Arezzo esprimeva dei valori molto alti.

Dopo di allora e dopo tanti anni di tristezza, che avranno sicuramente fatto impallidire di vergogna quel nostro grande concittadino che porta il nome di Guido d’Arezzo, inventore delle note musicali, ora sembra che qualcosa stia cambiando. Non si ritornerà sicuramente ai fasti del passato, ma quello che è accaduto negli ultimi tempi per merito degli Amici della Musica di Arezzo lascia sperare che sia stata imboccata la strada giusta per rigenerare in città quell’interesse per la musica che si era perso da troppi anni.

Come non definire eccellente la stagione voluta quest’anno dall’Associazione? Gli spettacoli che hanno visto in scena grandi personaggi come Piovani, Accardo e  Stefano Bollani hanno decretato il successo di una iniziativa a dimostrazione che quando si promuove della buona musica il pubblico corre numeroso.

Arezzo, che non è certamente nelle prime posizioni nelle statistiche nazionali per la cultura, dovrà fare molto di più per valorizzare queste iniziative. Ed è ovvio che l’invito deve essere rivolto a quelle istituzioni pubbliche, in particolare il Comune, il Sindaco o l’assessore alla cultura, perchè iniziative del genere non vadano perdute e perchè non si ritorni a quelle “zone d’ombra”di un recente passato.

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