12 ottobre, una data speciale. Non solo per la scoperta dell’America

Inizia il 12 ottobre. Il crac Banca Etruria da quella data comincierà la sua fase processualmente più cruenta. Il Gup Borraccia prenderà in visione le richieste d’ammissione delle oltre 2mila domande presentate dagli avvocati. Obbligazionisti e azionisti ritrovano lo spazio per poter reclamare le loro sacrosante ragioni. Se gli obbligazionisti, almeno quelli fino a 100mila hanno potuto usufruire del rimborso “umanitario”, gli azionisti avranno la possibilità, se verrà loro concessa, di poter avere ragione di quello che all’improvviso gli è stato sottratto dal borsello. L’immagine è metaforica, ma rende chiara l’idea. E poi nel passaggio successivo, avremo contezza di quello che realmente accaduto tra il 2007 e il 2009, il momento caratterizzato dal passaggio di consegne e dove a quanto pare non può essere chiamata fuori anche la vecchia dirigenza. Peccato che Elio Faralli non possa più difendersi, ma anche la sua gestione verrà passata al setaccio. Poi il clamoroso voltafaccia di Rigotti, l’ascesa di Fornasari e lo “sparpaglio” dei finanziamenti che ha trovato l’apice con i prestiti allegri alla Sacci, alla società di Civitavecchia che ha prodotto un mostro navale che sta diventando un groviglio di ferri arrugginiti in un angolo del porto laziale. Quel mega Yacht che doveva servire a coronore il sogno d’amore (poi infranto) di Angelina Jolie e Brad Pitt rappresenta la cartina tornasole di quella che è stata una malagestio e che alla fine ha prodotto un risultato che poi è davanti a tutti. Certo dovranno essere chiarite poi successive responsabilità. Perchè la decisione di ricapitalizzare per tre tornate consecutive la banca, venne approvata dai 66mila soci, nel corso di tre assemblee. Quindi nessuno, a vario titolo e grado, è esente da responsabilità E poi i controlli come vennero fatti? Chi vigiliva lo ha fatto? E non dimentichiamo quello che accadde sette giorni prima del famoso decreto azzeratutto. La cessione dei crediti deteriorati ad un prezzo di saldo alla società dove uno dei soci era poi colui che sarebbe stato nominato advisor nella cessione, resta uno dei capitoli più misteriosi di tutta questa storia. Di pari passo inizierà a lavorare la neonata commissione di inchiesta. Finalmente sapremo se ci sono stati i contatti tra il Ministro Boschi e l’Ad. di Unicredit Ghizzoni. In queste ore la Boschi ha trovato un difensore d’ufficio in Silvio Berlusconi. E non è detto che proprio in quella Commissione possano nascere convergenze scottanti che mettrono la politica sotto riflettori diversi. 

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