Guerrina, il caso è rovente, il 26 Gratien dal Gip

Due incidenti probatori in tre giorni, tutti i personaggi chiave finora emersi, sentiti dal Gip Piergiorgio Ponticelli in aula con le loro testimonianze spendili dunque in chiave processuale. Padre Gratien, in carcere dal 23 aprile con l’accusa di omicidio, che sarà sentito dal pm Marco Dioni il 26 agosto, ad un anno esatto di tempo da quando, “La voce della Romagna” prima e l’Ansa poi fecere emergere il caso di Guerrina Piscaglia a livello nazionale. La donna era sparita da tre mesi ma fino a quel momento di lei si era parlato ben poco. In un anno le indagini sono andate avanti senza sosta e per ora, cioò che incastra il frate congolese, sono proprio quei messaggi che lui avrebbe spedito dal cellulare della donna mai uscito dalla cella della zona di Ca Raffaello e Sestino. Il caso, ricco di colpi di scena, dal silenzio di Gratien, dall’inverno carico di testimonianze dalle due romene al venditore ambulante marocchino, alle interviste di “Chi l’ha visto” con il marito Mirko Alessandrini, sta vivendo un’estate bollente. Dopo l’interrogatorio di Gratien, il primo dopo il 5 settembre giorno in cui da persona informata sui fatti divenne indagato, il pm potrà forse farsi un’idea definitiva e chiudere chiedendo il rito abbreviato, ipotesi più accreditata al momento. Resta un fatto però: di Guerrina non c’è traccia e i familiari adesso sono stanchi e provati e se deve parlare, dicono, spieghi dov’è Guerrina.

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