I tecnici aretini hanno guidato la Toscana agli Europei di karate

Sono mancate le medaglie, ma il karate toscano ha comunque ben figurato al 13° Campionato Europeo per Rappresentative Regionali di Parigi. La manifestazione ha visto la partecipazione di ben cinque squadre toscane che, nei mesi precedenti all’evento, sono state allestite e preparate all’appuntamento continentale da Enrico Pelo, maestro dell’Arezzo Karate e responsabile dei centri tecnici regionali. Oltre a Pelo, la presenza aretina in regione è stata fortissima e, ormai da anni, vanta altri due mastri come Enzo Bertocci, presidente del settore toscano di karate, e Loriano Martini, tecnico di Kata (Forma). La trasferta parigina ha visto la presenza di ventitre atleti e nove tecnici che, selezionati tra tutte le società toscane, hanno sfidato decine di squadre di ogni parte d’Europa nel Kumite (Combattimento) e nel Kata. La Toscana si è presentata al Campionato Europeo con la delegazione più numerosa d’Italia e con l’ambizione di piazzarsi tra le migliori del continente, ma una serie di sorteggi sfortunati ha limitato fin da subito le sue chance di vittoria. Il miglior risultato porta la firma della squadra femminile seniores di Kumite che con Lallo e Pitta, due delle più forti atlete italiane, ha colto un quinto posto finale; settimi sono invece arrivati i maschi del Kumite giovanile. La rappresentativa più attesa, quella femminile giovanile di Kata, è uscita già al primo incontro, non riuscendo a dar seguito al bronzo continentale ottenuto nel 2014 e arrendendosi subito alle campionesse europee in carica della Turchia. A chiudere il gruppo toscano sono state le ragazze della squadra giovanile di Kumite e della squadra senior di Kata: le prime sono uscite al primo turno con la Repubblica Ceca, mentre le seconde sono state eliminate al secondo incontro dalle francesi del Rhone Alpes. «Nonostante l’assenza di podi – commentano i maestri aretini, – il bilancio complessivo dell’evento rimane positivo e conferma il karate toscano tra le realtà più floride d’Europa

Condividi l’articolo