Due drammi che fanno riflettere

Due drammi che fanno riflettere. Nelle ultime ore le vicende di altrettante bambine sono salite agli onori della cronaca. Una finita male, l’altra per fortuna bene. In entrambi i casi il dolore di due famiglie in preda all’agoscia e alla paura. Tamara aveva 18 mesi. La madre l’ha dimenticata in auto proprio nel posteggio davanti alla sede dove lavora: il comune di Castelfranco. Un fatto che ha scosso l’opinione pubblica. Subito non ci siamo fatti mancare nulla. I colpevolisti sui social hanno preso il sopravvento. Giusto dubitare, ma condannare è sbagliato. Questa mamma ha subìto un annebbiamento mentale, la sindrome del non ricordo che negli ultini 10 anni è costata la vita a 620 bambini. Un fatto come quello del centro valdarnese non è nuovo. Purtroppo capita. E le ragioni possono essere molteplici. Azzardiamo: le responsabilità della signora, la delicata professione che svolge, il carico di pensieri accumulato negli ultimi giorni. E’ impossibile che nell’operazione che fa tutte le mattine, ovvero uscire di casa, portare la piccola al nido e poi recarsi al lavoro, che sia saltato un anello di collegamento. E’ invece è accaduto. Stress? Stanchezza? Responsabilità? Questo non lo possiamo sapere. Sappiamo solo che una giovane innocente è morta e che oggi siamo tutti costernati da un fatto che poteva essere evitato se solo in quell’auto era attivo quel dispositivo che gli studenti del Fermi di Bibbiena da tempo hanno sperimentato. Davanti a simili tragedie sembra troppo facile trovare una ragione. Diciamo che ora più che mai esiste la necessità di obbligare a usare questo dispositivo. Poi c’è il dolore, la solidarietà e l’affetto per due famiglie travolte da un destino atroce.

Nell’altra vicenda, questa a lieto fine, spicca il grande impegno e il coraggio dimostrato dai Vigili del Fuoco di Arezzo. Abbiano parlato con il funzionario Roberto Tommasini che materialmente ha estratto la piccola dalle acque non certo calde della Chiana prima che la bambina cedesse. Tommasini è un ex pugile. Ieri mattina ha centrato il ko più bello della sua carriera. E’ riuscito a monetizzare lo sforzo di decine di uomini impegnati da 10 ore nelle ricerche di questa bambina che soffre di autismo e che ha conosciuto una esperienza terribile.

Due storie drammatiche. Due storie che hanno tenuto tutti con il fiato sospeso.

Condividi l’articolo