Ubi-Sindacati, siglato l’accordo. Salvi i 1500 di Arezzo

Siglato l’accordo tra le Rappresentanze sindacali e Ubi Banca. Un accordo quadro che completa il percorso iniziato nel giugno scorso dopo la presentazione del Piano Industriale conseguente alla acquisizione e integrazione delle tre Banche nell’ambito del nuovo assetto organizzativo del gruppo. L’accordo contiene una serie di regole da applicare in fase progressiva che punta ad attuare processi riorganizzativi e di evoluzione strategica del gruppo. Gli aspetti principali riguardano l’attivazione del piano di esodo anticipato e incentivato che consente in questa prima fase l’uscita di 400 risorse complessive del gruppo che hanno maturato i diritti previdenziali entro il 31 dicembre, l’accesso volontario al trattamento pensionistico con l’attuazione del Fondo di solidarietà. L’uscita di queste persone inizierà nel gennaio dell’anno prossimo. I costi di esodo comporteranno oneri pari a 50 milioni lordi. 

Ci sarà poi la conferma e l’ampliamento in tutte le realtà aziendali di nuova acquisizione dell’istituto del part time, il mantenimento della flessibilità connessa a temporanea sospensione dell’attività. Per quanto riguarda le uscite saranno 79 su 398 totali, tutti volontari e che hanno maturato i requisiti. 74 escono dal gruppo Ubi, 14 ex Banca Etruria. Nell’area che era della vecchia Banca Etruria (Toscana-Umbria e Lazio) gli esuberi un tutto saranno 65. Non tutti riferibili al vecchio conio. Sono confermate le parole che a suo tempo il Consigliere Delegato Victor Massiah disse quando parlo’ solo di esodi volontari. Parole che sia Renica che Manella, rispettivamente Presidente e Ad di Banca Tirrenica ribadirono. Per Faltoni (Fabi) si tratta di un accordo migliore delle previsioni della vigilia. In definitiva i 1500 che lavoravano nella vecchia Banca Etruria si salveranno, in particolare i 300 della sede di via Calamadrei che ora diverrà Direzione Territoriale. Ultima annotazione di non poco conto, il gruppo assumerà entro il 2018 130 giovani a sostegno dell’occupazione giovanile.

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