Il malessere della Sanità aretina

Le polemiche di questi giorni sulla sanità aretina non hanno certo l’aria di un temporale estivo. I protagonisti della querelle, Luciano Ralli da una parte (spalleggiato da Angiolo Agnolucci) e il direttore generale della Asl Desideri dall’altra, hanno rimesso al centro delle attenzioni la questione che riguarda il ruolo di Arezzo in un contesto delicato e al tempo stesso determinanto del nostro scacchiere. Sono volati stracci, e fare finta su quello che è accaduto, sarebbe grave. L’aspetto che mette ancora più in alto la questione riguarda il ruolo politico e amministrativo di entrambi i soggetti protagonisti dello scontro dialettico. Desideri è il titolare della gestione della macchina sanitaria nella Toscana Meridionale. Luciano Ralli, oltre che essere un apprezzato medico del San Donato, è capogruppo del Pd in Consiglio Comunale. E la poliitca non può stare certo a guardare e sarà opportuno che qualcun altro entri in gioco per chiarire gli aspetti che Ralli ha sottolineato nella sua “bordata”. Il futuro del san Donato, dove sono in arrivo 10 milioni, deve essere chiarito una volta per tutte. Non bastano le rassicurazioni tecniche, ma serve anche uan voce politica forte che dia delle risposte ai quesiti che sono state sollevati. Il tema delle liste di attesa diventa un tormentone simile al cubo di Rubik. Una cifra comunque resta impressionante: 155.000 accessi sono troppi e il pronto soccorso rischia il sold out quotidiano. Ultima annotazione, in tema di sanità pubblica: i ticket. A volte certi prezzi, considerate le attese, fanno rimpiangere la sanità privata. E’ possibile modulare la questione in termini diversi?.

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