Banca Etruria, immobili e consulenze strategiche: le perplessità dei commissari

Immobili e consulenze: nell’ultima ispezione di Bankitalia che ha preceduto il commissariamento di Banca Etruria – datata 25 febbraio 2015 – al centro degli accertamenti ci furono operazioni immobiliari e quelle che Sole 24 Ore ha definito “partite opache”.A destare l’attenzione dei commissari fu l’operazione di Palazzo la Fonte, per la quale si parla di mancata messa a reddito di tutte le porzioni con riferimento al comodato d’uso gratuito trentennale concesso alla Fondazione Ivan Bruschi nonché la compravendita di due immobili della controllata Banca del Vecchio  precedentemente ceduti nel 2010, con una complessa operazione dalla controllata Bap a un veicolo, Leonidil Srl, di proprietà della società Finleonardo.Quest’ultima operazione per i commissari appare non giustificata e le motivazioni appaiono insufficienti. Altro capitolo poi quello delle consulenze strategiche, infatti comportamenti sospetti si sarebbero avuti in merito a delibere assunte, ma anche  a fronte di numerosi pagamenti di prestazioni non preventivamente contrattualizzate; incarichi conferiti a diversi professionisti sulle stesse materie e l’appostazione contabile di spese a voci non proprie. Tra le quali una consulenza affidata a Bain per 1,1 milioni nel 2014.

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