Anno giudiziario in Toscana, aumentano gli appelli per truffe e rapine. il Pm Rossi: pressioni mediatiche nell’indagini su crac Banca Etruria

Aumentano gli omicidi, aumentano i processi d’appello per rapine e truffe, per i casi di violenza e per quelli in materia di stupefacenti. La fotografia in chiaroscuro è stata scattata durante l’inaugurazione dell’anno giudiziario 2018 che si è tenuta al Palazzo di giustizia di Firenze. Secondo uno studio della conferenza distrettuale tra uffici requirenti e giudicanti di primo e secondo grado nel distretto di Firenze – ha riportato il presidente della corte di appello Margherita Cassano nella sua relazione – viene messa in evidenza un netto aumento percentuale dei reati. “Lo studio – ha detto – mette in evidenza un +19,7% di delitti contro la vita e contro l’incolumità individuale; +30,6% i delitti contro il patrimonio mediante violenza a cose o persone (cioè le rapine) ; +31,8% delitti in materia di stupefacenti; +30,6% reati contro il patrimonio mediante frode, cioè le truffe; +29,5% delitti contro la libertà individuale (violenze sessuali e reati ex art. 609 ter e quater del codice penale); +41,7% reati contro la famiglia”. E ancora: “Sono in costante aumento gli affari penali: presso la corte di appello i processi penali sono aumentati del 24,3% e nel settore di competenza della corte di assise si è registrato un aumento complessivo del 46,7% tanto più significativo laddove si consideri la tipologia dei reati di particolare allarme sociale di sua competenza”.Dati confermati anche dalla relazione del procuratore generale Marcello Viola che ha sottolineato come siano aumentati i casi di omicidio volontario. Fra questi, ben 17 sono stati commessi contro vittime di sesso femminile: “Si tratta di una tendenza assolutamente allarmante – ha aggiunto – che si somma a quella più generale che ha visto il reiterarsi di numerose forme di violenza, da quella psicologica e fisica a quella sessuale, dagli atti persecutori dello stalking allo stupro, che hanno riguardato un sempre più vasto numero di donne, fino appunto al femminicidio”. E ciò che preoccupa, secondo Viola, è anche il sommerso. Cioè tutti i casi che non vengono denunciati, e che quindi non finiscono nelle statistiche già così allarmanti. Ai margini della seduta si registra anche una dichiarazione del procuratore Capo di Arezzo Roberto Rossi dopo la relazione che lo ha visto protagonista ovvero il file di inchiesta legato al crac di Banca Etruria. “E’ il procedimento che di gran lunga ha impegnato questo le forze di questro ufficio dopo la dichiarazione di insolvenza. Si è concluso con la richiesta di rinvio a giudizio di 39 imputati e la contestazione di oltre 50 capi di imputazione per un importo di 400 milioni distratte o dissipate. Tutta l’inchiesta – ha proseguito Rossi – ha presentato aspetti di grande complessità. Le pressioni mediatiche in alcuni casi hanno avuto l’aspetto neanche tanto mascherato di condizionare le indagini”.

Condividi l’articolo