Banche ponte. De Polis: “Salvaguardiamo unicità istituti”. Morando: “Vincoli su vecchi azionisti e occupati rende vendita impossibile”

Per le quattro banche salvate “in questo momento stiamo cercando nuovi soci che vogliono farsi carico del loro rilancio”.

Sono queste le parole di Stefano De Polis, direttore dell’Unità di Risoluzione e Gestione delle Crisi di Bankitalia, pronunciate durante il suo intervento oggi al convegno della Fisac Cgil.
Nell’occasione, l’attenzione del direttore si è concentrata anche sul tema delle quattro good bank nate in seguito al decreto del 22 novembre scorso.

“L’esigenza – ha aggiunto – è quella di salvaguardare l’unicità delle banche di servire le esigenze delle comunità locali”. Un chiaro riferimento alle prospettive future e al processo di vendita che si è attivato già da qualche periodo e che, attualmente, ha visto la conferma delle manifestazioni d’interesse da parte di circa una decina di soggetti interessati all’acquisto.

Ripercorrendo il percorso che ha portato al decreto di salvataggio di Banca Etruria, Banca Marche, Cariferrara e Carichieti, De Polis ha spiegato che “era necessario intervenire rapidamente” e che “l’alternativa al decreto era la liquidazione coatta oppure una terza condizione era un cavaliere bianco che purtroppo non c’era”.

Durante la manifestazione è stato poi il vice ministro all’economia Enrico Morando a prendere la parola ricordando anche che: “vincolare per legge la cessione delle quattro banche ponte a tutele degli occupati o di vecchi azionisti renderebbe oggettivamente impossibile effettuare la vendita prevista entro settembre”.

“Se avessimo accettato o accettassimo di mettere in capo alle quattro banche per legge vincoli sul trattamento dei vecchi azionisti oppure sulle cosiddette clausole sociali, creeremmo oggettivamente l’impossibilità per Roberto Nicastro di vendere le quattro banche”.

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