Crac Eutelia, chiesta conferma delle pene

Crac Eutelia, chiesta durante la prima udienza del processo in Appello la conferma totale della sentenza di primo grado Per Samuele Landi, ex amministatore delegato di quella che fu una delle cinque compagnie telefoniche più importanti d’Italia, l’accusa chiede che restino i 9 anni del verdetto pronunciato dal tribunale di Arezzo, lo stesso per il fratello Isacco, che in primo grado ebbe cinque anni. Ci sono poi le pene che furono inflitte ad amministratori e manager e che per il pm d’appello non devono essere toccate: 4 anni e 8 mesi a Valter Giacomini, 4 anni a Giuseppe Maranghi, fratello del ex numero uno di Mediobanca, Roberto Rondoni e Maurizio Bartolonei Corsi, 2 anni e 8 mesi per Andrea Iorio. Il reato contestato a tutti è la bancarotta fraudolenta, il crac viene stimato in circa 100 milioni che sarebbero stati dirottati in Svizzera tramite società amiche e faccendieri compiacenti, sia con cessioni fittizie di aziende sia con triangolazioni di traffico telefonico che dai paesi dell’est riimbalzavano verso la Confederazione Elvetica. Il caso scoppiò nel 2008 quando l’allora sostituto procuratore Roberto Rossi ordinò una serie di perquisizioni nelle case della famiglia Landi, nelle sedi dell’azienda e negli aerei della flotta privata. I reati contestati è il falso in bilancio che con l’insolvenza, chiesta e ottenuta successivamente sempre dal Pm Rossi, diventarono bancarotta fraudolenta.

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