La lezione che arriva dalla Curva Minghelli. Stadio Terziani? Più di una suggestione

Non capita tutti i giorni, ma quello che abbiano vissuto nel corso di Arezzo-Fiorentina non succedeva da tempo. Sono stati i tifosi i grandi protagonisti della serata. Per oltre 90 minuti la Curva Minghelli non ha mai smesso di incitare la sua squadra. Un sostegno continuo che ha letteralmente catalizzato le attenzioni della bella coreografia che lo stadio regalava. Nessun coro contro, nessun riferimento agli avversari. Anche l’applauso unanime per ricordare Astori è stato un bel momento alla pari della commozione che è scesa quando sono stati evidenziati i momento più toccanti della serata. Dalla targa per Bruno Beatrice, un calciatore che ha perso la vita vittima della follia del calcio, a Narciso Terziani, il Presidente più amato dai tifosi dell’Arezzo che ci ha lasciato da poco. Toccante anche il ricordo per le vittime di Genova e l’abbraccio con la famiglia Pes. Matteo era un frequentatore della curva e lo stiscione che i suoi amici gli hanno dedicato è stato molto significativo. Per il resto una serata che ha restituito al calcio una dimensione umana. Del resto che i tifosi dell’Arezzo abbiano dimostrato di avere una marcia in più lo si è capito da tutto quello che è accaduto dal 15 marzo in poi. Certe cose con capitano per caso. A proposito ne se il comumale portasse il nome di Narciso Terziani è chiedere troppo?

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