I “BUCHI” DEL COMUNE DI AREZZO

 

Alberto Merelli è “l’uomo dei conti” della Giunta Ghinelli che governa la città di Arezzo da meno di dieci mesi. Merelli è lì come tecnico, scelto per la sua lunga e apprezzata professione di commercialista. E’ lui che deve far quadrare i conti di quella amministrazione pubblica i cui bilanci sono sempre più segnati da un profondo rosso. Verrebbe proprio da dire: mal comune mezzo gaudio, dal momento che i problemi di Arezzo sono quelli di tantissimi altri comuni. E’ il ritornello di sempre: il fabbisogno della gente cresce con i ricavi che sono sempre minori. Minori entrate dallo Stato, sempre meno soldi dalla Regione (che forse per Arezzo ha meno sensibilità che per altrove), insomma c’è tutt’altro che da stare tranquilli. Ora poi l’ assessore alle Finanze Merelli,nel tentativo di rimpinguare le povere casse comunali, ha raschiato nel barile ed ha dovuto costatare come gli aretini non siano poi dei grandi pagatori. Almeno quando si tratta di mettersi in regola con le tasse o con balzelli vari. Pensate che il comune di Arezzo deve ancora entrare in possesso di qualcosa come 60 milioni di euro, tributi che non sono mai entrati nelle casse dell’Ente pubblico in questi anni. E la parte del leone la sta facendo la mancata riscossione delle contravvenzioni al codice della strada, qualcosa come 18 milioni e 867 mila euro, dovuti per lo più dagli automobilisti per occupazione di spazi in sosta vietata. C’è poi un’altra voce importante di quasi 8 milioni di euro che riguarda Tasi, Tosap, imposta di pubblicità e addizionale Irpef. Per non parlare, infine, dei 6 milioni e 350 mila euro per fitti non pagati e rette per servizi scolastici.

Alla fine dei conti il totale è di qualcosa come 59 milioni 132mila 848 euro che il comune di Arezzo deve ancora incassare.

Sarà interessante capire adesso in che misura e in che modo l’amministrazione municipale potrà entrare in possesso di questa grande cifra, sicuramente necessaria per sviluppare i suoi programmi cittadini. Resta semmai il dubbio se siamo di fronte ai soliti e incalliti evasari o se l’effetto della crisi economica, molto sentita anche dalle nostre parti, stia producendo tutto questo. 

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