Mozioni e atti di indirizzo

Mozione di Angelo Rossi sulla transizione allo stato di diritto e al diritto alla conoscenza a dispetto della ragion di stato: “dal rapporto del Consiglio d’Europa emerge che l’Italia è al primo posto tra quelli che non hanno dato seguito alle sentenze sui diritti dell’uomo. Segnaliamo inoltre la durata eccessiva delle procedure giudiziarie, civili, penali e amministrative, un pericolo grave che mina alle fondamenta il rispetto dello stato di diritto. Il presidente della Repubblica, Mattarella, ha affermato che il diritto alla conoscenza è fondamentale, la commissione affari esteri della Camera ha approvato una mozione per impegnare il governo a intraprendere una transizione politica verso lo stato di diritto e a New York è in programma la 70esima assemblea delle Nazioni Unite che dibatte proprio su questo tema. Questa mozione è un omaggio all’azione e alla storia politica del leader radicale Marco Pannella. Il Comune di Arezzo si allinei a questa battaglia di civiltà sollecitando ogni istituzione a farla propria”. D’accordo con la mozione si sono espressi Luciano Ralli, Roberto Bardelli, Francesco Romizi, Massimo Ricci e Giovanni Bonacci. La mozione è stata approvata all’unanimità con 22 voti favorevoli.

 

Ancora Angelo Rossi con l’atto di indirizzo sull’uso di burqa, niqab, passamontagna e caschi integrali. “Nello stesso mondo islamico, tutto ciò che copre il volto e il corpo di una donna è oggetto di dibattito. Nel mondo occidentale, coprire una donna con tali indumenti, imprigionarcela, è contrario a ogni norma sui diritti umani e la dignità femminile. Questa sensibilità sta affermandosi visto che molte legislazioni nazionali, dal Belgio all’Olanda, dai länder tedeschi alla Francia e alla Svizzera, vietano di indossare il velo islamico all’interno di tutti gli edifici pubblici. Anche l’Italia sta adeguandosi a tale principio: in questi giorni misure anti-burqa o anti-passamontagna e anti-caschi integrali sono state adottate dalla regione Lombardia per gli uffici pubblici. È una questione di buon senso e di ordine pubblico. Dunque invito a inserire nel regolamento del Consiglio Comunale un divieto del genere per il pubblico, consiglieri comunali e membri di Giunta che assistono e partecipano ai lavori dell’aula. Chiedo che la polizia municipale vigili affinché tale divieto sia applicato in uffici comunali e manifestazioni pubbliche”.

Luciano Ralli: “le perplessità nascono perché occorre valutare l’impatto che può avere il metodo impositivo. Non si può non considerare che in questo modo si riduce l’autonomia delle donne, in sostanza rimane loro soltanto il restare a casa. Sono già tante le limitazioni alle donne di religione musulmana per cui credo si debba agire con un metodo diverso. Le seconde generazioni non hanno questo problema, ma un provvedimento di questo genere per chi si inserisce nella nostra realtà, improvvisamente, già in età avanzata, potrebbe portare a un’ulteriore reclusione. Sono a favore dell’integrazione e per aiutare il processo di emancipazione femminile”.

Donata Pasquini: “comprendo le perplessità del consigliere Ralli. Ma l’atto di indirizzo ha una ricaduta più simbolica. Non si sta impedendo alla donna velata di entrare nei luoghi pubblici, ma di rendersi identificabile. Per quanto si possa ritenere blando il contenuto dell’atto di indirizzo, esso sottende un valore politico importante. La necessità di far rispettare le nostre leggi e la riaffermazione della laicità del Stato”.

Paolo Lepri: “è un argomento molto delicato. Quando, per esperienza personale, vado in Iran vedo donne che in aereo sono scoperte ma quando scendono devono coprirsi. Imporre divieti del genere potrebbe creare problemi a donne che credono in una religione. Ma per una questione di ordine pubblico sono favorevole a questo atto e, personalmente, sarei anche più rigoroso”.

Marco Casucci: “siamo favorevoli a questo atto di indirizzo perché riteniamo che il principio di identità è fondante del nostro stare in società. Privando le persone di identità e comunicatività viene lesa gravemente la loro dignità. Le donne musulmane hanno il diritto di portare burqa e niqab in casa o nei luoghi di culto se lo considerano pratica indispensabile alla loro fede. Ma non in strada, in piazza, in banca o sul posto di lavoro o in un ufficio pubblico. Chi si copre completamente in tali sedi non mostra interesse a integrarsi”.

Massimo Ricci: “la questione che si pone è legata alla sicurezza. Voteremo favorevolmente perché pensiamo che questo sia il tema”.

L’atto di indirizzo è stato approvato con 19 voti favorevoli e un astenuto.

 

L’atto di indirizzo di Paolo Lepri: “le slot machine sono sempre più diffuse, hanno sostituito gli altri giochi, nei bar e nei locali, inducono sempre più le persone a giocare e le dipendenze da gioco sono in aumento. Le condizioni economiche spingono sempre più a tentare la fortuna. È necessario avviare campagne informative su questo rischio. Che potrebbe trovare attuazione con un’imposta di scopo, 100 euro al mese per ogni macchina installata, da imporre ai proprietari di locali. L’imposta dovrebbe costituire un fondo anche per contribuire a curare le dipendenze da gioco d’azzardo e diffondere e pubblicizzare le statistiche di questa nuova piaga. So della difficoltà tecnica che può avere questo atto di indirizzo, perché il Comune non può mettere nessuna altra tassa a seguito della legge di stabilità. Ma vorrei un segnale forte da questa aula per lottare, a dispetto del Governo, contro la diffusione di queste macchinette”. Alessio Mattesini: “con questo atto di indirizzo, si chiede di andare a creare un’imposta di scopo, nuova per il Comune di Arezzo. Il parere tecnico conferma che non può essere istituita per quanto stabilito dalla normativa nazionale”.

L’assessore Lucia Tanti: “abbiamo già intrapreso un percorso con il Sert e con un’associazione di ragazzi per far comprendere quanto sia grave la dipendenza da gioco. Su questo tema, attraverso la commissione consiliare competente, con un percorso politicamente trasversale, propongo un’opera di sensibilizzazione a vantaggio della città, sia per gli esercenti che per chi gioca. Penso si possa fare un buon lavoro che ci qualifica anche verso un Governo nazionale che mostra una certa tolleranza verso questo tipo di attività”.

Francesco Romizi: “sono convinto che il sindaco non intenda sconfessare l’operato della precedente amministrazione. E accolgo la proposta dell’assessore Tanti. Esiste un’ordinanza dell’allora sindaco Fanfani che prevede di vietare l’apertura, nelle vicinanze di luoghi sensibili, di nuove videolottery. Quell’ordinanza è già qualcosa di positivo, continuiamo a lavorare su questa strada”.

Luciano Ralli: “la ludopatia è un fenomeno crescente, molto simile alla dipendenza. Non dimentichiamo i gratta e vinci. Sulla questione di arginare il fenomeno sono assolutamente favorevole. Sulle azioni prese dagli organi nazionali, c’è stata un’azione di Governo ma ci sono parlamentari anche aretini che vogliono un disegno di legge su questo tema”.

Paolo Lepri: “capisco i rilievi normativi, possiamo togliere il riferimento esplicito all’imposta di scopo e aggiungere di limitare, per quanto possibile, nel futuro, il rilascio delle licenze per l’installazione delle slot machine”.

Francesco Macrì: “il tema mi sta particolarmente a cuore ed è di particolare rilevanza. La piaga è enorme. Lo scandalo pure perché lo Stato come ha sempre fatto con il gioco in generale vede l’opportunità di riscuotere grandi somme per la finanza pubblica”.

Approvato con 20 voti favorevoli.

 

Approvato con 17 voti favorevoli un ordine del giorno presentato dal capogruppo di Arezzo in Comune, Francesco Romizi sulla vicenda che ha coinvolto il connazionale Giulio Regeni, trovato morto al Cairo a pochi giorni dalla sua scomparsa. “Quanto sta emergendo in merito alla sua drammatica prigionia e uccisione, ha sollevato un moto di indignazione e solidarietà nel Paese. Crediamo che tutte le istituzioni, a ogni livello, dunque anche i Comuni, debbano dare un segnale al Governo affinché non si fermi fino a quando non sia fatta piena luce. In tanti Consigli Comunali in questo momento vengono presentati atti come quello che ho deciso di sottoporre all’assemblea affinché i sindaci sollecitino il Parlamento e il Governo ad attivarsi nelle sedi internazionali per rendere giustizia a Giulio e ai familiari. Un voto simile sarebbe un fatto istituzionale molto importante. Le relative delibere saranno poi inviate ai presidenti di Camera e Senato come ulteriore gesto simbolico di sollecito”.

 

“Solidarietà al segretario generale del sindacato autonomo di polizia” è il contenuto di una mozione di Egiziano Andreani. “Gianni Tonelli, per oltre 40 giorni, ha attuato lo sciopero della fame ed è stato costretto a un ricovero a causa di un malore. Si tratta, quello di Tonelli, di un gesto estremo che giunge a seguito della lotta sindacale per migliorare la condizione lavorativa dei poliziotti italiani. E dopo che un dirigente dello stesso sindacato ha mostrato in una trasmissione televisiva caschi non più idonei, giubbotti antiproiettile prossimi alla scadenza e armamenti vecchi di 40 anni. Inoltre, anche ad Arezzo il Sap condivide le posizioni espresse dalla segreteria generale, riguardo all’inadeguatezza e obsolescenza delle dotazioni del personale. Ritengo quindi importanti le motivazioni che stanno alla base del gesto di Tonelli, dato che il miglioramento delle condizioni di lavoro in questo settore incidono sulla sicurezza dei cittadini. Con la mozione invito il Consiglio Comunale, il Sindaco e la Giunta ad attivarsi presso il ministero dell’Interno per sollecitare la soluzione dei problemi delle forze di polizia”.

Marco Casucci ha ricordato che la questione di Tonelli è “fondamentale per la salvaguardia della nostra democrazia che è intaccata dai tagli lineari che colpiscono le nostre forze di polizia. La sua è una voce inascoltata, come altre. Tonelli è stato raggiunto da un provvedimento disciplinare per le sue denunce. Siamo vicini a lui, alle donne e agli uomini in divisa che garantiscono la sicurezza a dispetto di politiche governative che trascurano la fondamentale questione. Un atto concreto come quello del Consiglio Comunale restituirebbe dignità a quest’uomo, sempre in prima linea nel suo impegno costante”.

Francesco Macrì: “Gianni Tonelli sarà ad Arezzo il 31 marzo alle 17,30 alla Borsa Merci in un’assemblea pubblica sulla sicurezza dal titolo Difendi Arezzo”.

L’atto è stato approvato con 19 voti favorevoli.

 

Con un atto di indirizzo, Giovanni Bonacci e Donata Pasquini hanno chiesto per il Comune di Arezzo di privilegiare la “procedura negoziata” per i contratti pubblici di affidamento dei lavori cosiddetti “sotto soglia comunitaria”. “Il Comune di Arezzo per le opere sotto soglia privilegia il metodo dell’avviso finalizzato alla preventiva e gratuita manifestazione di interesse. Il ricorso alla preventiva manifestazione di interesse determina un numero abnorme di aziende sorteggiabili spesso prive di fondata capacità operativa e l’offerta economica si concretizza in ribassi eccessivi che significano lavori non a regola d’arte. La procedura negoziale richiede invece un’indagine di mercato rispetto al luogo di esecuzione dei lavori e una successiva selezione dei soggetti da invitare in funzione di tipologia di appalto e relativo importo”.

Considerazioni condivise e rilanciate da Donata Pasquini: “procedure diverse da quella negoziata rendono di difficile perseguibilità anche l’inadempienza contrattuale. Quindi per importi ridotti si tratta di introdurre un criterio di ragionevolezza che impedisca che si presenti a un bando un numero di soggetti elevato. Esso inficia anche i giusti controlli sui partecipanti”.

L’atto è stato approvato con 18 voti favorevoli.
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