Consiglio comunali, criteri di riorganizzazione

Il Consiglio Comunale ha approvato i criteri generali per l’organizzazione degli uffici e dei servizi del Comune di Arezzo. Adesso parola alla Giunta a cui la legge assegna espressamente la funzione di adottare gli atti e i provvedimenti specifici inerenti la macchina comunale.

È stato l’assessore al personale Barbara Magi a illustrare il contenuto della delibera: “il punto principale è riportare il cittadino al centro dell’azione amministrativa. Per cui, riduzione della componente burocratica, eliminazione di adempimenti istruttori che gravano sui procedimenti, attivazione di analisi di customer satisfaction, semplificazione anche del linguaggio amministrativo e riduzione dei tempi medi degli iter. La struttura comunale va semplificata: le articolazioni dirigenziali di primo livello devono assicurare un indirizzo unitario e un’azione di indirizzo e di controllo sulle articolazioni di secondo livello, il ruolo manageriale dei dirigenti va valorizzato così come vanno valorizzate tutte le professionalità interne all’ente. La mobilità interna e la flessibilità serviranno a una migliore allocazione delle risorse umane mentre perseguiremo una chiara separazione tra funzioni politiche e dirigenziali. Le performance organizzative andranno misurate e valutate nel loro complesso e facendo riferimento alle singole strutture. Attenzione al merito e a sistemi di incentivazione, anche economica, basati su esso”.

“Si tratta di una delibera – ha dichiarato Francesco Romizi – sulla quale la commissione consiliare controllo e garanzia ha eccepito un vizio apparentemente di forma ma che è sostanziale. È inopportuno infatti che una delibera del genere venga sottoposta al Consiglio dalla Giunta. Si tratta di indirizzi che la Giunta stessa dovrebbe poi seguire nell’organizzazione degli uffici, non può dunque anche darseli a priori. È un po’ come i criteri consiliari sulle nomine: non a caso, recentemente, questi ultimi sono stati illustrati all’aula dal presidente Mattesini. Tale raccomandazione è stata adottata dalla commissione all’unanimità e io la riporto all’aula”.

Francesco Macrì: “nell’ultimo Consiglio Comunale sono successe cose particolari, tipo cacciate dalla maggioranza e io devo dire come sono andate le cose: il mio gruppo, insieme ad altri consiglieri, ha lavorato per modificare la proposta di delibera di Giunta cercando di inserirvi elementi più stringenti. I regolamenti sono un potere del Consiglio Comunale, non è possibile pensare che consiglieri non possano incidere in tal senso. Queste dell’assessore sono enunciazioni di principio. Ci siamo visti comunque con l’assessore per arrivare a una sintesi, ho parlato con molte amministrazioni, ricercato atti e offerto occasione per migliorare la delibera. Mi sembrava di essere arrivati a un documento condiviso poi non ho capito bene cosa sia successo, diciamo una disfunzione istituzionale. Stavo discutendo fuori con alcuni colleghi che avevano sottoscritto il mio atto di indirizzo, certamente non volevamo far cadere il Consiglio Comunale. Fratelli d’Italia continua a essere maggioranza politico-elettorale, da questa non ci escluderete. Ho letto perfino che chi non rispetta le regole è fuori. È una ricostruzione che va smontata. Io rispetto leggi, regolamenti e statuti, lo stavo facendo anche la volta scorsa”.

“Sono stata dipendente dal 1977 – ha aggiunto Giovanna Carlettini di Fratelli d’Italia Alleanza per Arezzo – quando eravamo più di 1.250 dipendenti suddivisi in 5 macro-aree con 5 capi-area. Avevamo fabbri, falegnami, un’officina, il Comune faceva tutto e andavamo benissimo. Poi abbiamo esternalizzato ogni cosa possibile: mense, scuole, trasporti, acqua, rifiuti. Diminuendo i servizi i dipendenti arriveranno a 560 a fine 2015. Fratelli d’Italia intende portare alcune integrazioni alla delibera con un atto di indirizzo specifico e non capisco perché di certi temi non se ne possa parlare. Tipo: le norme anti-corruzione, obblighi precisi su trasparenza patrimoniale di funzionari e dirigenti che gestiscono gare di appalto, riduzione delle deleghe dirigenziali, uniformità delle valutazioni fra dirigenti stessi e dipendenti delle loro aree che non possono essere diversi in modo abnorme, dotazioni strumentali specie per gli uffici di front office e vigili urbani”.

Donata Pasquini di Ora Ghinelli: “sono membro della commissione consiliare controllo e garanzia e mi sento tenuta a dare alcune precisazioni. Ho chiesto in commissione a Romizi quali problematiche vedesse su questa delibera. Intanto sull’aspetto procedurale, il segretario generale ci ha chiarito che questa delibera così come presentata non comportava violazioni di legge o di statuto. Al di là di questo elemento, io e i consiglieri Bonacci e Apa non abbiamo votato la raccomandazione proposta da Romizi in commissione perché è un’ingerenza indebita su questioni che non sono di competenza dell’organo. Non è competenza, in particolare, indagare sul modus operandi della Giunta, la commissione può semmai intervenire sulle delibere consiliari quando sono violate le prerogative dei singoli consiglieri. Personalmente, poi, mi ha destato perplessità la notizia che identico iter su delibere analoghe era stato seguito nelle consiliature precedenti. La presa di posizione della commissione non era finalizzata a tutelare le prerogative dell’assemblea ma il presidente Romizi si è fatto scudo di un organo di controllo per mere finalità politiche”.

Massimo Ricci: “sulla commissione controllo e garanzia ho votato la raccomandazione perché ritenevo che questo argomento fosse discusso in aula. Certo, non mancavano perplessità da parte del Movimento 5 Stelle. Noi ci eravamo proposti, ricordo, come gruppo che poteva esprimere il presidente della commissione controllo e garanzia, perché estranei all’attuale e alla amministrazione precedente. Alla seduta della commissione che ha partorito la raccomandazione enunciata da Romizi, sono arrivato in ritardo, a votazione di vicepresidente effettuata, e lo avevo comunicato con congruo anticipo. La seconda forza di opposizione in aula non ha alcuna vicepresidenza in nessuna commissione. Valutate voi. Il mio movimento è inoltre presentatore di un atto di indirizzo collegato per l’applicazione di strumenti di misurazione di strategie e risultati e il miglioramento della comunicazione interna ed esterna della macchina comunale”.

“A questo punto – ha sostenuto Luciano Ralli – è imbarazzante sentire certe parole da parte di rappresentanti della maggioranza, anche se non so più quali ne siano i confini. Due membri della maggioranza che non votano in commissione una proposta di delibera è un atto qualificante. In questa maggioranza e in Giunta ci sono persone che appartenevano alle Giunte di centrodestra che hanno governato fino al 2006. La Rsu scrisse di queste amministrazioni: rileviamo un aumento sconsiderato delle aree di responsabilità e degli uffici. Le Giunte di centrosinistra erano andate in direzione della semplificazione perché si trovarono dinanzi una situazione simile. Pongo una questione di sospensiva della delibera, chiedo che possa essere riportata in altro Consiglio Comunale, anche identica, dopo un confronto con le rappresentanze sindacali. Queste ultime lo hanno richiesto. Non è ostruzionismo ma l’utilizzo di mezzi democratici che la norme ci concedono”.

Francesco Macrì: “veniamo da cinque anni di conflitto permanente fra amministrazione e dipendenti. Una situazione che ha perfino contribuito alla vittoria del centrodestra, una colazione che ha firmato un documento per impegnarsi a risolvere le vertenze. In primis quella sui vigili urbani e il pagamento dei loro straordinari festivi. La dirigenza ha bloccato subito i nostri primi atti: per un nuovo comandante dei vigili, per una svolta nella gestione degli asili nido, per dare segnali di discontinuità. Questo atto di indirizzo di Fratelli d’Italia è cogente politicamente, non giuridicamente. Nella delibera ci sono solo i principi di legge Madia. Cosa ci stiamo a fare se non possiamo dare indicazioni più forti? Siamo pure disponibili a un Consiglio Comunale aperto su questa tematica, per sentire i dipendenti, non solo i dirigenti. E questi stessi dirigenti, qui da 20 o 30 anni, con il 90% di potere, possono chiamarsi fuori dal fallimento della precedente amministrazione? È lesa maestà valutarne le mancanze? Noi vogliamo governare in modo nuovo, per cui vogliamo ricambiare la macchina comunale e questo proposito lo dobbiamo scrivere. Noi siamo coerenti dichiarando queste posizioni con il programma elettorale: chi è fuori dalla maggioranza? Non siamo stati eletti per fare l’ordinaria amministrazione”.

Roberto Bardelli: “Francesco Macrì la volta scorsa ha presentato una vera e proprio delibera, non una proposta di modifica dell’attuale: se si vuole stare in una maggioranza non si può partire da soli e lavorare su un percorso non condiviso. La delibera è una piattaforma, sono criteri generali, a cui poi si possono aggiungere pezzi, chiunque può apportarvi benefici. Partiamo da qui intanto. Questa maggioranza è partita intanto con l’eliminazione di cinque dirigenti, mi è parso un buon inizio”.

Matteo Bracciali: “tenere in considerazione dipendenti, sindacati, Consiglio Comunale. Mi sembrerebbero propositi normali. Semmai è roba da extraterrestri presentarsi qui dopo 4 mesi e dire che la riorganizzazione verrà fatta. Su quali basi? Per ora siamo sul piano delle enunciazioni generiche. Ci sarebbe da fare poi un racconto della maggioranza: non rendetevi anche voi marziani, provate a trovare una quadratura, un documento condiviso, sarebbe utile per coinvolgere nella discussione tutti i consiglieri e i soggetti interessati dalla vicenda. Sospendiamo la discussione e presentiamoci, anzi presentatevi, più preparati”.

“Consideriamo positivamente la volontà di questa amministrazione – ha dichiarato Tiziana Casi della Lega Nord – di riorganizzare la macchina comunale in vista dell’economicità della gestione delle risorse, della qualità dei servizi e della riduzione della macchina burocratica. Abbiamo ritenuto opportune alcune modifiche per migliorare la delibera, cinque punti per la sua fase applicativa: revisione delle norme anti-corruzione con obbligo di trasparenza patrimoniale e di pubblicità del trattamento economico dei dirigenti in analogia agli eletti. Due: trasparenza nella scelta dell’organismo di valutazione, mobilità interna volontaria basata sulle specifiche competenze del personale, forte riduzione delle indennità di responsabilità e di risultato dei dirigenti. Tre: favorire il prepensionamento nei limiti di legge o la messa in mobilità dei dirigenti che richiedano di uscire preventivamente dall’amministrazione comunale. Quattro: riduzione dei posti dirigenziali in pianta organica. Cinque: adeguamento delle dotazioni strumentali dei dipendenti”.

Elisa Bertoli: “non si capisce perché, trattandosi degli stessi punti dell’atto di indirizzo di Fratelli d’Italia, quest’ultimo è stato respinto e i punti di Tiziana Casi, irrituali quanto meno in  dichiarazioni di voto, vanno bene. Delle due l’una. Quindi andiamo a votare una delibera che poi dovrà essere modificata sulla base di quelle che sono… raccomandazioni? È tutto poco chiaro”.

Sono state respinte la richiesta di sospensiva del Pd e l’atto di indirizzo di Giovanna Carlettini. La Giunta invece seguirà tre dei quattro punti presentati dal Movimento 5 Stelle nell’atto di indirizzo collegato: adozione degli strumenti per garantire un forte legame tra risultati, processi e risorse nonché tra obiettivi, indicatori e azioni; mantenere in essere i propositi di efficacia, efficienza e qualità del servizi; individuare come forme premianti del personale non l’aumento dei compensi nella quota fissa ma agendo nella parte variabile delle competenze economiche.

La delibera è stata approvata con l’astensione di Fratelli d’Italia-Alleanza per Arezzo e Movimento 5 Stelle. Voto positivo di Ora Ghinelli, Lega Nord, Forza Italia. Contrari Arezzo in Comune e Pd. Favorevoli 19 e contrari 10.

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