LA MORTE DI MAURO FERRI, GRANDE FIGURA POLITICA E AUTENTICO GALANTUOMO

Ricordare Mauro Ferri, scomparso all’età di 95 anni, in primo luogo è il ricordo di un galantuomo, qualità abbastanza rara per un personaggio di primo piano e che per oltre quarant’anni ha calcato la scena politica nazionale. Dopo una lunga carriera come parlamentare, ministro, segretario del partito socialista unificato e successivamente ai vertici del partito socialdemocratico, Mauro Ferri fu chiamato – anche in ragione della sua antica professionione di avvocato penalista – come giudice della Suprema Corte Costituzionale dove ne divenne poi anche presidente.

Una carriera sicuramente importante la sua e costellata di successissi, ma Mauro Ferri non dimenticò mai le sue origini aretine, le sue prime battaglie politiche nel dopoguerra, prima nel suo paese di Castel San Niccolò dove fu anche sindaco, poi la segreteria provinciale del Psi e il volo a Roma vome parlamentare eletto nella circoscrizione. Fu sicuramente, assieme ad Amintore Fanfani e Bucciarelli Ducci, uno dei pochi uomini politici che si batterono per ridare impulso allo sviluppo economico e sociale del nostro territorio così duramente provato dalla guerra. I meno giovani ricordano il grande impegno di quell’avvocato aretino verso i problemi della gente,soprattutto la più umile, e la passione con cui portava avanti le sue battaglie politiche.

Scrivo queste note anche con una certa tristezza personale.Posso dire di Mauro Ferri di averlo apprezzato, stimano e conosciuto da sempre visto che fu anche mio padrino quando fui Battezzato. E in tanti anni che ci siamo parlati, compreso gli ultimi della sua vita, mai aveva smesso di chiedermi di Arezzo, della città che lui ha sempre continuato ad amare.

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