Magi, Rossi e Pasquini su Casa delle Culture

In piena campagna elettorale, il 31 marzo 2015, è stato stipulato con Oxfam un contratto per la gestione della Casa delle culture per un valore di € 347.677,84 iva inclusa, oltre al pagamento da parte del Comune delle spese di manutenzione ordinaria e straordinaria, quelle per la fornitura dell’acqua, gas, elettricità, riscaldamento e condizionamento oltre al pagamento del noleggio e manutenzione della fotocopiatrice e per la modulistica e la documentazione da destinare all’utenza.

Un costo complessivo che giudichiamo esorbitante e sproporzionato sia per le magre risorse dell’amministrazione comunale che ne avrebbe davvero bisogno di maggiori in altri settori e non può averne, sia in considerazione del servizio offerto. Servizio che sostanzialmente è quello di garantire uno sportello informativo aperto 34 ore settimanali alla presenza di due operatori per i servizi agli immigrati e una serie di attività collaterali e di portineria per le iniziative ospitate all’interno della Casa delle culture.

Siamo convinti che il ritorno a una gestione in house della Casa delle culture porterebbe a un risparmio rilevante per la collettività. Quindi abbiamo chiesto all’assessore Barbara Magi di svolgere un’intensa e continua  attività di controllo e valutazione che tutte le parti del contratto sottoscritto da Oxfam siano rispettate e in caso contrario se esistano possibilità di rescissione.

L’assessore ha risposto che, ormai, è un contratto in essere, ereditato dalle impostazioni politiche della precedente amministrazione,  ma che provvederà a monitorare attentamente la situazione e il corretto adempimento da parte di Oxfam degli impegni assunti. Questo ci soddisfa perché un contratto così oneroso, tra i più cospicui realizzati dalla precedente amministrazione, a questo punto deve nel modo più assoluto trovare realizzazione in ogni sua forma e non ridursi all’ennesima cattedrale nel deserto della spesa pubblica.

 

comunicato stampa

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